Pietro da Cortona e il disegno

Roma, 30 ottobre 1997 – 10 febbraio 1998

Istituto Nazionale per la Grafica e l’Accademia Nazionale di San Luca promuovono un’esposizione dedicata all’attività grafica di Pietro da Cortona, in occasione della ricorrenza del centenario della nascita del pittore, avvenuta nel 1597. La mostra attraverso una selezione di disegni del maestro, si pone come complemento necessario ed indispensabile all’esposizione dedicata ai dipinti, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici e dal Comune di Roma, per celebrare questa figura capitale del barocco romano ed europeo.

Pietro da Cortona, principe dell’Accademia di San Luca dal 1634 al 1636, fu autore e finanziatore della chiesa di SS. Luca e Martina, di proprietà dell’Accademia, ove dispose di essere sepolto. Un ricco monumento funebre, voluto dai suoi allievi, si trova nella cripta di S. Martina, il cui legale depositario è il Conservatorio di S. Eufemia.

L’applicazione al disegno fu uno degli aspetti fondamentali e costanti dell’attività dell’artista, sia nella fase sperimentale giovanile volta alla riscoperta e allo studio dell’antico, sia nella fase tarda come strumento indispensabile della progettazione di grandi opere decorative, spesso negli ultimi anni affidata alla collaborazione di allievi, secondo una costante ricorrente nelle varie scuole pittoriche italiane sin dal Cinquecento. La sua origine toscana lo portò a considerare sempre il disegno come momento di verifica di ogni esperienza culturale e di ogni svolta figurativa, anche se il suo stile grafico si rese ben presto indipendente rispetto alle tendenze professate dai suoi primi maestri fiorentini Andrea Commodi, Baccio Ciarpi e Ludovico Cigoli. I disegni, provenienti dalle più importanti collezioni italiane e straniere, consentiranno di seguire lo svolgimento dell’attività dell’artista a cominciare dalla fase di entusiasmo classicistico degli anni ’20, influenzata dalle tendenze della corte Barberini e dalla presenza di Cassiano dal Pozzo, per passare alla progettazione per Palazzo Mattei e per S. Bibiana e, quindi, con l’inizio del grande momento decorativo, ai pochi e rari progetti per la sua prima opera veramente barocca, ossia la decorazione del Salone di Palazzo Barberini. Faranno parte dell’esposizione anche i grandi cartoni preparatori degli arazzi Barberini, databili agli anni ’30, che documentano una delle imprese più significative avviate a Roma dall’artista, ed un cospicuo numero di importanti incisioni, preziose per una lettura approfondita della produzione grafica.

Il nucleo principale dell’esposizione è costituito dal Taccuino con oltre 100 schizzi del Cortona e di Ciro Ferri, recente e prestigiosissima acquisizione dell’Istituto, proveniente dalla celebre collezione di Livio Odescalchi – e quindi molto probabilmente da Cristina di Svezia – pubblicato dal Vitzthum nel 1967 quando era ancora in collezione privata, ma esposto ora per la prima volta.

Una sezione, incentrata sui disegni provenienti dal Taccuino Odescalchi, sarà dedicata alla decorazione di Palazzo Pitti a Firenze, la massima impresa di Pietro da Cortona fuori dalla città pontificia.

Il catalogo, edito dall’Electa, con saggi di vari studiosi, è a cura di Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, professore di Storia dell’Arte dell’Università della Tuscia di Viterbo e già funzionario dell’Istituto Nazionale per la Grafica, nota esperta del disegno romano e toscano del Seicento; commissario della mostra è Mario Gori Sassoli.

L’allestimento è a cura di Enrico Valeriani.

L’esposizione si articolerà nelle sedi contigue dell’Accademia di San Luca e della Calcografia in un unico percorso espositivo.


planimetria dell'esposizione

planimetria dell’esposizione

La mostra è realizzata con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona.
Per i servizi volti alla fruizione e alla promozione, la manifestazione si avvale della collaborazione della 
Associazione Civita.

In occasione del centenario della nascita di Pietro Berrettini da Cortona, avvenuta nel 1597, l’Istituto Nazionale per la Grafica e l’Accademia Nazionale di San Luca dedicano questa mostra all’attività grafica del grande maestro del barocco romano. L’applicazione al disegno fu uno degli aspetti fondamentali e costanti dell’attività dell’artista, sia nella fase sperimentale giovanile volta alla riscoperta dell’antico, sia nella fase tarda come strumento indispensabile della progettazione di grandi opere decorative. La mostra non offre una retrospettiva su tutta l’attività disegnativa del Cortona, troppo difficile da realizzare per l’enorme dispersione del materiale, ma trae spunto dall’acquisizione all’Istituto Nazionale per la Grafica del celebre Taccuino di schizzi di Pietro da Cortona e Ciro Ferri, già in collezione Odescalchi, proveniente forse dalla raccolta di Cristina di Svezia. Pervenuto con i suoi 99 fogli ancora nell’assetto originario seicentesco, viene qui esposto per la prima volta, dopo essere stato sottoposto ad un radicale restauro da parte del Laboratorio dell’Istituto. Il Taccuino é divenuto così il filo conduttore della mostra, con i suoi fogli curiosamente già noti alla critica eppure mai visti dagli studiosi e dal pubblico. I disegni di Cortona qui conservati hanno determinato la scelta dei temi da approfondire e le relative sezioni della esposizione, potenziate da prestigiosi prestiti provenienti dalle più importanti collezioni italiane e straniere. In particolare la presenza di un foglio giovanile ha motivato la sezione La formazione presso i toscani I sei studi preparatori per l’affresco nella volta del salone di Palazzo Barberini costituiscono invece un’importante aggiunta relativa alla sezione dedicata a questo tema. Infine molto significativa appare la presenza di studi per la decorazione di Palazzo Pitti sia di mano di Cortona che del suo fedele allievo Ciro Ferri. L’esposizione è arricchita anche da alcuni splendidi fogli dell’Istituto Nazionale per la Grafica, provenienti dal settecentesco Fondo Corsini, già noti alla critica, che documentano magnificamente il contesto toscano in cui si formò l’artista, nonché i suoi giovanili interessi per l’antico e le varie fasi progettuali per la decorazione di Palazzo Pitti. Nella sede dell’Accademia di San Luca è inoltre presente una sezione, fuori catalogo, comprendente alcune incisioni raffiguranti la chiesa dei SS. Luca e Martina, progettata dal Berrettini per l’Accademia stessa.

LA FORMAZIONE PRESSO I TOSCANI

La critica antica e moderna ha evidenziato il ruolo fondamentale svolto dagli artisti toscani, attivi a Roma tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, nella formazione del giovane Berrettini soprattutto per l’importanza da essi attribuita al disegno. Giunto a Roma nel 1611 dalla natia Cortona al seguito del pittore fiorentino Andrea Commodi (1560 – 1638), passò poi alla scuola di Baccio Ciarpi (1574 – 1654), figura di secondo piano che contribuì in modo incisivo alla sua prima educazione. Ma fondamentale fu l’impatto con Ludovico Cardi detto il Cigoli (1538 – 1613), massimo esponente della pittura toscana a Roma, grande disegnatore Dai pastelli del Barocci (1535 – 1612), il più grande temperamento del tardo cinquecento italiano il Cortona sembra aver desunto cene morbidezze epidermiche ed un’attenzione agri “affetti” che caratterizzerà la sua successiva produzione, sia pittorica che disegnativa. Minor impatto sulla sua formazione ebbero artisti come Agostino Ciampelli (1565 – 1630), al quale il giovane Cortona si affiancherà nella navata di Santa Bibiana, per non parlare di Jacopo da Empoli (1554 – 1640), mai allontanatosi da Firenze, ma la cui grafica presenta affinità sorprendenti con quella di Pietro.

UN GIOVE PER IL “DE FLORUM CULTURA

” Con gli anni Trenta inizia uno straordinario momento di progresso qualitativo per, l’editoria romana, sotto il generale impulso dell’ambiente intellettuale sorto attorno alla come del papa regnante, Urbano VITI Barberini (1623 . 1644). La cultura “barberina” unisce ad una polimorfica curiosità per la conoscenza dei fenomeni della natura, così come per la storia e per le testimonianze del passato, un rinnovato gusto per le immagini e per l’ornato. Anche i libri ricevono, secondo questa estetica, una cura artistica sontuosa ed un apparato di illustrazione conforme ai moderni stili pittorici. Sono i più celebri artisti della Roma di papa Urbano che forniscono ora i disegni per le incisioni, così da trasformare la sede della scrittura e della lettura in qualcosa di consimile ad una Galleria portatile. Pietro da Cortona é il protagonista delle scene figurate del De Florum Cultura, trattato di floricoltura scritto dal dotto gesuita Giovanni Battista Ferrari, e pubblicato a Roma nel 1633, a spese del card. Francesco Barberini, raffinato intellettuale e Nepote del Pontefice. Cinque disegni del Cortona, assieme ad uno di Andrea Sacchi e di Guido Reni (nelle traduzioni in rame incise da Johann Friedrich Greuter e da Claude Mellan) illustrano favole mitologico-allegoriche disposte come intermezzi entro l’enciclopedica trattazione scientifica delle proprietà dei fiori e dei procedimenti per la loro coltura.

I CARTONI PER GLI ARAZZI BARBERINI

Il cardinale Francesco Barberini commissionò a Pietro da Cortona cinque cartoni preparatori per gli arazzi raffiguranti soggetti tratti dalla vita di Costantino: Costantino brucia le decretali, Costantino abbatte gli idoli, Costantino uccide il leone, la Battaglia navale, Apparizione della croce, tuttora conservati presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, ad eccezione dell’ultimo soggetto documentato solo da un disegno. Gli arazzi furono ideati per completare la serie tessuta su cartoni di Rubens, che il re di Francia Luigi XIII donò al cardinale Barberini durante la sua legazione a Parigi nel 1625. L’esecuzione degli arazzi, documentata negli anni 1633 – 1634, farebbe datare la concezione dei cartoni agli inizi degli anni trenta; peraltro lo stile dell’esecuzione si concorda maggiormente con opere eseguite dal Cortona a metà del decennio precedente. La prevalenza degli elementi classici e la ripresa dall’antico erano peraltro richiesti dal tema, che viene svolto con l’ambientazione delle figure in spazi limitati da elementi architettonici e con la consueta opulenza nei particolari, ma in un momento stilistico che precede la svolta attuata nel salone Barberini.

PALAZZO BARBERINI

All’inizio degli anni trenta del Seicento Pietro da Cortona iniziò a progettare la più ambiziosa impresa decorativa del barocco romano: l’affresco della volta del salone di Palazzo Barberini raffigurante l’Allegoria della Divina Provvidenza, con evidente allusione alla celebrazione del papato di Urbano VIII Barberini. Le prime impalcature furono erette nel 1631 e nel luglio dell’anno successivo il Berrettini cominciò a lavorare insieme ai suoi collaboratori Giovan Francesco Romanelli, Raffaello Bottalla e Pietro Paolo Baldini. Il lavoro proseguì fino all’inizio del 1637, quando fu interrotto per il noto viaggio dell’artista a Venezia, che comprese la sosta a Firenze con l’avvio della decorazione del ciclo di Palazzo Pitti. Rientrato a Roma nel dicembre dello stesso anno, Cortona apportò modifiche agli affreschi già compiuti della volta, distruggendone una parte, forse perchè non più rispondenti al suo gusto, oppure perchè eseguiti dagli allievi che in sua assenza avevano cospirato contro di lui. L’intera volta fu terminata solo nel novembre del 1639, data nella quale é documentata la visita del pontefice Urbano VIII. La complessa iconografia della volta suggerita da Francesco Bracciolini, letterato della corte del Barberini, si sviluppa nei quattro riquadri laterali e nella volta centrale, dove le figure librate in volo sfondano lo spazio con grande illusionismo barocco. L’insieme si suddivide nelle seguenti scene: Lato lungo destro: Scienza e Minerva; la Castità che caccia gli amori lascivi; Siléno con l’asino. Lato lungo sinistro: Dignità, Prudenza e Potestà; la fucina di Vulcano; la Fama, la Pace e la Mansuetudine legano il Furore Lato corto: L’Abbondanza con Ercole che scaccia le Arpie Lato corto: Minerva caccia i Giganti Volta: La Divina Provvidenza attorniata dalle varie allegorie.

PIGNETO SACCHETTI

Questi due disegni del taccuino Odescalchi, già attribuiti dal Vitzthum a Pietro da Cortona, sono stati messi da Memz in relazione con la grotta e la loggia del Casino del Pigneto Sacchetti. Nulla oggi rimane di quello che fu il famoso Casino della villa suburbana, quasi un prototipo della tipologia della villa barocca, decorato, probabilmente a partire dal 1638, anche all’interno da affreschi dello stesso Cortona, oggi perduti, raffiguranti Storie di David. Le notizie sulle vicende costruttive del Casino e sulle cause del precoce degrado sono scarse e contraddittorie, così come rimane ancora incerta la portata dell’intervento di Pietro da Cortona. Recentemente sono state ipotizzate due fasi costruttive distinte del Casino, la prima tardo cinquecentesca e la seconda ad opera del Cortona che avrebbe addossato alle rigorose architetture già esistenti, un complesso apparato decorativo ricco di ariose logge e suggestivi ninfei, statue e giochi d’acqua. All’inizio di questo secolo erano ancora visibili una nicchia del ninfeo e alcuni frammenti di statue. I due disegni, riuniti nel corso del restauro, risalirebbero all’inizio del primo intervento della villa, come é confermato dal fatto che uno dei due é il verso del foglio raffigurante la Lascivia, preparatorio per gli affreschi di Palazzo Barberini.

PALAZZO PITTI A FIRENZE

Nel luglio 1637, mentre era impegnato nella difficile progettazione della volta Barberini, Pietro da Cortona si recò a Firenze al seguito del cardinale Giulio Sacchettie lì, in un momento di grande felicità inventiva, dipinse in soli due anni per il granduca Ferdinando II de’ Medici due riquadri nella Sala della Stufa a Palazzo Pitti, l’Età dell’Oro e l’Età dell’Argento. Rientrato a Roma per ultimare l’impresa barberiniana, soltanto nel 1641 riuscì a tomare a Firenze per completare le altre due scene nella Sala della Stufa, l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro. Subito dopo passò probabilmente a realizzare la decorazione delle altre sale del palazzo: il soffitto della Sala di Venere (1641 -1642), le lunette della Sala di Giove (1642 – 1644), la Sala di Marte (1644 – 1646), e infine la Sala di Apollo (1647), dove eseguì solo le scene principali dell’affresco della volta, che fu completato solamente nel 1659 dal suo fedele allievo Ciro Ferri, inviato da Roma vari anni dopo a seguito delle insistenze del Granduca. Ferri, dopo aver ultimato la Sala di Apollo (1659 – 1661), affrescò da solo tutta la Sala di Saturno (1663 – 1665), mantenendosi sempre molto affine allo stile del maestro.

URBANO VIII VISITA LA CHIESA DI SS. LUCA E MARTINA

Il disegno commemora la visita ufficiale di Urbano VIII Barberini, documentata al 28 novembre 1635, nella chiesa superiore dei Santi Luca e Martina, eretta per l’Accademia di San Luca su progetto di Pietro da Cortona. Il pontefice appare inginocchiato davanti all’altare insieme ai cardinali del suo seguito. Il foglio però non sembra eseguito a documento dell’evento, perché lo stile più maturo del disegno, estremamente pittorico, consente una datazione agli anni quaranta.

ALLEGORIA DI ALESSANDRO VII

Il disegno documenta il primo schizzo preparatorio di Pietro da Cortona per l’incisione realizzata da Giuseppe Testana (1648 – 1679) raffigurante l’Allegoda di Alessandro VII, databile per motivi stilistici al periodo più tardo di Cortona. Il progetto definitivo per la traduzione incisa fu realizzato dal suo allievo Ciro Ferri, come segnato in margine alla stampa.

TRIONFO DI MARCANTONIO COLONNA

Splendido modello preparatorio per l’incisione realizzata da Johann Friederich Greuter (1590/93 – 1662) raffigurante la glorificazione dell’ammiraglio Marcantonio Colonna, comandante della flotta pontificia e grande vincitore a Lepanto nel 1571. Il disegno rappresenta una scena di trionfo marittimo, dichiaratamente ispirata all’antico.

CONVERSIONE DI SAN PAOLO

Negli ultimi anni della sua attività, Cortona eseguì studi preparatori e probabilmente un dipinto, già in collezione Ruffo, raffiguranti la conversione di San Paolo. I due disegni esposti documentano il processo grafico seguito dall’artista nella progettazione dell’opera. Non c’è pervenuto invece il dipinto, perché si deve sicuramente ad un suo allievo, forse Lazzaro Baldi, l’esecuzione della pala analoga conservata nel Museo Civico di Velletri

CIRO FERRI NEL TACCUINO

Ben settantacinque fogli del Taccuino Odescalchi sono opera di Ciro Ferri (Roma 1633 – 1689), il più fedele allievo di Pietro da Cortona, scelto per portare a termine le opere interrotte del maestro. Le affinità stilistiche e tecniche dei due artisti, più volte sottolineate dalle fonti antiche e dalla critica moderna, emergono chiaramente dagli studi qui esposti, momenti di ricerca di una precisa formulazione linguistica. Eppure proprio il confronto diretto dei disegni permette di evidenziare come il Ferri traduca il dinamismo vigoroso del Cortona in un linearismo calligrafico, estremamente elegante, ma che, tutto sommato, rimane in superficie. I fogli documentano come Ciro Ferri, pur attenendosi con fedeltà esemplare alle idee compositive del Cortona, le rielaborò in schizzi di getto che hanno tuttavia le caratteristiche di soluzioni originali, esprimendo quindi nel linguaggio espressivo una propria individualità. La notevole consistenza dei disegni del taccuino consente di ripercorrere tutta l’attività del Ferri, nella fase di primissima elaborazione progettuale: dalle imprese giovanili sino alla maturità, con una apertura non solo sulle imprese pittoriche, ma anche sulla progettazione di sculture e architetture, che vide impegnato l’artista nei suoi ultimi anni.

La formazione presso i toscani

1.1 Federico Barocci (Urbino 1535 – 1612), Nudo femminile Studio per la figura della Vergine nella Immacolata Concezione della Galleria Nazionale delle Marche di Urbino Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

1.2 Federico Barocci (Urbino 1535 – 1612), Testa femminile Studio per la pia donna nella Deposizione del Duomo di Perugia (1659) Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

1.3 Ludovico Cardi detto il Cigoli (San Miniato 1538 – Roma 1613), Maddalena Studio per la Deposizione nella Galleria Palatina di Firenze (1607) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

1.4 Ludovico Cardi detto il Cigoli (San Miniato 1538 – Roma 1613), Daniele nella fossa dei leoni Roma, Istituto Nazionale per la Grafica.

1.5 Ludovico Cardi detto il Cigoli (San Miniato 1538 – Roma 1613), Fanciullo Studio preparatorio per la figura di Ercole già nel Casino Borghese (1611 – 13) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

1.6 Jacopo Chimenti detto l’Empoli (Firenze 1554 circa – 1640), Studio per la figura di Isacco Studio preparatorio per il Sacrificio di Isacco Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

1.7 Andrea Commodi (Firenze 1560 – 1638), Giudizio Universale Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

1.8 Andrea Commodi (Firenze 1560 – 1638), Maddalena penitente Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

1.9 Agostino Ciampelli (Firenze 1565 – 1630), Figura seduta Studio per il vecchio nelle Nozze di Cana (1594) Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

1.10 Baccio Ciarpi (Barga 1574 – Roma 1654), Battesimo di Costantino Studio per il dipinto nella chiesa di San Silvestro all’Aquila (1614 o 1617) Rennes, Musée des Beuax Arts

1.11 Pietro da Cortona, Benedizione di Giacobbe Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

Cortona e l’antico

2.1 Pietro da Cortona, Studio per la colonna Traiana Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

2.2 Pietro da Cortona, Pannello dall’arco di Costantino Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

2.3 Pietro da Cortona, Nozze Aldobrandini (1624-27) Windsor Castle, Royal Library Bernardino Capitelli (Siena 1589 – 1639), Nozze Aldobrandini incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

2.4 Pietro da Cortona, Trofei di Mario Windsor Castle, Royal Library

2.5 Pietro da Cortona, Scena classica Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts Graphiques

gli inizi romani

3.1 Pietro da Cortona, Salomone e la Regina di Saba Studio per l’affresco di Palazzo Mattei a Roma (1622 – 24) Haarlem, Teylers Museum

3.2 Pietro da Cortona, Santa Bibiana rifiuta di adorare gli idoli Studio per l’affresco nella chiesa di Santa Bibiana a Roma (1624 – 26) Rennes, Musée des Beaux Arts

3.3 Pietro da Cortona, Studio per la veste di Santa Bibiana Studio per l’affresco Santa Bibiana rifiuta di adorare gli idoli nella chiesa di Santa Bibiana a Roma (1622 – 24) Düsseldorf, Kunstmuseum

3.4 Pietro da Cortona, Studio per la Santa Studio per l’affresco Martirio di Santa Bibiana nella chiesa di Santa Bibiana a Roma (1622 – 24) Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts Graphiques Robert van Audenaerd (Gand 1663 – 1743), Martirio di Santa Bibiana Incisione dall’affresco Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Robert van Audenaerd (Gand 1663 – 1743), Santa Bibiana rifiuta di adorare gli idoli Incisione dall’affresco Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Un giove per il “De florum cultura”

4 Pietro da Cortona, Giove Studio per l’incisione di J. F. Greuter Convito degli Dei nel volume De Florum Cultura di G. B. Ferrari (1633) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Johann Friedrich Greuter (Strasburgo 1590/93 -Roma 1662 ), Il Convito degli Dei Incisione dal volume De Florum Cultura di G. B. Ferrari (1633) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Johann Friedrich Greuter (Strasburgo 1590/93 – Roma 1662), Il Convito degli Dei matrice in rame Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

cartone per arazzi Barberini

5.1 Pietro da Cortona, Costantino uccide il leone Cartone per l’arazzo (1633 – 34) Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica, Palazzo Barberini

5.3 Pietro da Cortona, Apparizione della Croce a Costantino Studio per l’arazzo (1633 – 34) Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana

Palazzo Barberini

6.1 Pietro da Cortona, Danae Primo progetto per il lato lungo di Palazzo Barberini Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi Cornelis Bloemart (Utrecht 1603 – Roma 1680), La Divina Provvidenza Incisione dall’affresco nella volta di Palazzo Barberini Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

6.4 Pietro da Cortona, La Scienza e Minerva; la Castità che caccia gli Amori lascivi; Sileno con l’asino Studio per il lato lungo destro di Palazzo Barberini (1631 – 32) Ottawa, National Gallery of Canada

6.6 Pietro da Cortona, La Lascivia Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

6.7 Pietro da Cortona, Ninfe presso la fontana Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

6.12 Pietro da Cortona, La Dignità, la Prudenza e la Podestà; la fucina di Vulcano; la Fama, la Pace e la Mansuetudine legano il furore Studio per il lato lungo sinistro di Palazzo Barberini Haarlem, Teylers Museum

6.13 Pietro da Cortona, Testa della Dignità Darmstadt, Hessisches Landesmuseum

6.14 Pietro da Cortona, Studio per la Mansuetudine Düsseldorf, Kunstmuseum

6.15 Copia da Pietro da Cortona, L’Abbondanza con Ercole che scaccia le Arpie Studio per il lato corto di Palazzo Barberini Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

6.17 Pietro da Cortona, L’Abbondanza Parigi, Musée du Louvre, Departement des Arts Graphiques

6.20 Pietro da Cortona, Studio per la figura di donna sotto l’Abbondanza Düsseldorf, Kunstmuseum 6.21 Pietro da Cortona, Minerva Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

6.23 Pietro da Cortona, La Divina Provvidenza Studio per la volta di Palazzo Barberini (1633 – 39) Parigi, Musée du Louvre, Departement des Arts Graphiques

6.24 Pietro da Cortona, Testa della Provvidenza Studio per la volta di Palazzo Barberini (1633 – 39) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

6.27 Pietro da Cortona, Studio per le Parche Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

Pigneto Sacchetti

Alessandro Specchi (Roma 1668 – 1729), Veduta della Villa del Pigneto Sacchetti Incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

7.1-2 Pietro da Cortona, Studio per la grotta e la loggia della Villa del Pigneto Sacchetti Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Palazzo Pitti a Firenze

Vincenzo Vangelisti (Firenze 1738/44 – Milano 1798), L’Età dell’Oro Incisione dall’affresco di Pietro da Cortona Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

8.1 Pietro da Cortona, Studio per l’Età dell’Oro (1637) Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 8.2 Pietro da Cortona, Figura di donna Studio per l’Età dell’Oro (1637) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

8.3 Pietro da Cortona, Figura di giovane seduto Studio per l’Età dell’Oro (1637) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

8.4 Pietro da Cortona, Figura di donna Studio per l’Età dell’Oro (1637) Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

8.5 Pietro da Cortona, Schizzo per l’Età del Bronzo (1640-41) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.6 Pietro da Cortona, Studio per l’Età del Bronzo (1640-41) Monaco, Graphische Sammlung

8.7 Pietro da Cortona, Figura maschile Studio per L’Età del Bronzo (1640-41) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

8.8 Pietro da Cortona, Donna inginocchiata Studio per l’Età del Ferro (1640-41) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Lambert Visscher (Haarlem 1633 – post 1690), Soffitto della Sala di Venere Incisione dall’affresco di Palazzo Pitti Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

8.9 Pietro da Cortona, Schizzo progettuale per il soffitto della Sala di Venere (1641-42) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.11 Pietro da Cortona, Studi per la figura di Venere Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 8.12 Pietro da Cortona, Studi per la ninfa nel soffitto della Sala di Venere Firenze, Gabinetto Disegni e stampe degli Uffizi

8.13 Pietro da Cortona, Studio per le lunette di Diana ed Apollo nella Sala di Giove (1642-44) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Cornelis Bloemart (Utrecht 1603 – Roma 1680), Sala di Giove: Diana Incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Cornelis Bloemart (Utrecht 1603 – Roma 1680), Sala di Giove: Apollo Incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

8.14 Pietro da Cortona, Sacerdotessa velata Studio per il soffitto nella Sala di Marte (1644-46) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

8.15 Pietro da Cortona, Progetto per la volta della Sala di Apollo (1647) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

8.16 Pietro da Cortona, Il Principe Studio per la volta della Sala di Apollo (1647) Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

8.17 Pietro da Cortona, Apollo Studio per la volta della Sala di Apollo (1647) Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

8.18 Pietro da Cortona, Il dio del vento Studio per la volta della Sala di Apollo (1647) Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

8.19 Ciro Ferri, Figure femminili in volo Studio per la volta della Sala di Apollo (1659-61) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

8.20 Ciro Ferri, Figure di donne sulle nuvole Studio per la volta della Sala di Apollo (1659 – 61) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.22 Pietro da Cortona, La Musa Calliope Studio per i pennacchi della Sala di Apollo (1647) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.23 Ciro Ferri, Schizzi per la storia di Giustiniano nei riquadri della Sala di Apollo (1659-61) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.24 Ciro Ferri, Schizzi per la storia di Giustiniano nei riquadri della Sala di Apollo (1659-61) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.25 Ciro Ferri, Schizzi per la storia di Giustiniano nei riquadri della Sala di Apollo (1659-61) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi 8.26 Ciro Ferri, Schizzi per la storia di Giustiniano nei riquadri della Sala di Apollo (1659-61) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.27 Ciro Ferri, Schizzi per la storia di Giustiniano nei riquadri della Sala di Apollo (1659 – 61) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.30 Ciro Ferri, Studio con imperatore e astanti nella Sala di Apollo (1659-61) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.31 Ciro Ferri, Schizzi di figure per la Sala di Saturno (1663 – 65) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.32 Ciro Ferri, Studio per il gruppo del Principe portato in gloria nella Sala di Saturno (1653 – 65) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

8.33 Ciro Ferri, Progetto per la volta con il Principe portato in gloria nella Sala di Saturno (1653-65) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.34 Pietro da Cortona, Studio per decorazione con cartiglio per la Sala di Saturno Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi Scuola Fiorentina sec. XVII, Studio per il gruppo del Principe portato in gloria nella Sala di Saturno (1653 – 65) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

8.35 Ciro Ferri, Ciro innaffia la pianta di aranci Studio per la Sala di Saturno (1653 – 65) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

8.36 Ciro Ferri, Scipione esamina progetti architettonici Studio per la Sala di Saturno (1653 – 65) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

Urbano VIII visita la chiesa di SS. Luca e Martina

9 Pietro da Cortona, Urbano VIII e il suo seguito in preghiera nella chiesa dei Santi Luca e Martina Ascoli Piceno, Pinacoteca Civica

allegoria di Alessandro VII

10 Pietro da Cortona, Allegoria di Alessandro VII Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

Ciro Ferri, Putti in volo sorreggono lo stemma papale Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

Giuseppe Maria Testana (Genova 1648 – Roma 1679), Allegoria di Alessandro VII Incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

trionfo di Marcantonio Colonna

11 Pietro da Cortona, Trionfo di Marcantonio Colonna Collezione privata

conversione di San Paolo

12.1 Pietro da Cortona, Schizzo della Conversione di San Paolo Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

12.2 Pietro da Cortona, Studio definitivo per la Conversione di San Paolo Collezione W.J.R. Dreesmann

ciro ferri nel taccuino

14.4 Ciro Ferri, Schizzo del ritratto di Ferdinando II de’ Medici Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.5 Ciro Ferri, Ritratto di tre fanciulli con un cane e un pappagallo Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.6 Ciro Ferri, Abigail placa David Studio per l’affresco della chiesa di Santa Maria Maggiore a Bergamo (1665-67 ) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.7 Ciro Ferri, Giacobbe in lotta con l’angelo Studio per l’affresco della chiesa di Santa Maria Maggiore a Bergamo (1665-67) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.8 Ciro Ferri, Studio per il re Assuero Studio per l’affresco della chiesa di Santa Maria Maggiore a Bergamo (1665-67) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.9 Ciro Ferri, Donna con bambino Studio per il dipinto Mosè fa scaturire l’acqua dalla roccia Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.12 Ciro Ferri, Noè con figure inginocchiate Studio parziale per il dipinto Sacrificio di Noè nella Galleria Doria Pamphili a Roma Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.13 Ciro Ferri, Studio compositivo Studio per il dipinto San Zenobio resuscita un bambino morto nel Kunsthistorisches Museum di Vienna (1655 ca) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.14 Ciro Ferri, Due figure stanti e caricatura Studio per il dipinto San Zenobio resuscita un bambino morto nel Kunsthistorisches Museum di Vienna (1655ca) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.15Ciro Ferri, Studio per “Il ritrovamento di Mosè” Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.16 Ciro Ferri, Studio per Antioco e Stratonice Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.18 Ciro Ferri, Studio per una composizione raffigurante una battaglia Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.19 Ciro Ferri, Guerrieri morti Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.24 Ciro Ferri, Studio per l’Adorazione dei pastori Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.25 Ciro Ferri, Studio per scena con santo che guarisce una donna Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.26 Ciro Ferri, Visione di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi Studio per il dipinto nell’Academia de San Fernando di Madrid (1680 ca) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.27 Ciro Ferri, Studi per la santa Studio per il dipinto Visione di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi nell’Academia de San Fernando di Madrid (1680 ca) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.28 Ciro Ferri, Schizzi di figure Studi per i cartoni per i mosaici della volta della Cappella della Pietà in San Pietro in Vaticano (1669 – 81) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.29 Ciro Ferri, Il dio del vento Studio per i cartoni per i mosaici della volta della Cappella della Pietà in San Pietro in Vaticano (1669-81) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.32 Ciro Ferri, Noè Studio per i cartoni per i mosaici dei pennacchi della Cappella della Pietà in San Pietro in Vaticano (1669- 81) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.34 Ciro Ferri, Patriarca con putti Studio per i cartoni per i mosaici dei pennacchi della Cappella della Pietà in San Pietro in Vaticano (1669-81) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.33 Ciro Ferri, Mosè Studi per i cartoni per i mosaici dei pennacchi della Cappella della Pietà in San Pietro in Vaticano (1669-81) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.35 Ciro Ferri, Profeta Studi per i cartoni per i mosaici delle lunette della Cappella della Pietà in San Pietro in Vaticano (1669-81) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.37 Ciro Ferri, Studi di nudo sulle nuvole e putti in volo Studi per gli affreschi della cupola di Santa Agnese in Agone a Roma (1670-89) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.38 Ciro Ferri, Guerriero inginocchiato sulle nuvole Studio per gli affreschi della cupola di Santa Agnese in Agone a Roma (1670-89) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.41 Ciro Ferri, Donne sulle nuvole Studio per gli affreschi della cupola di Santa Agnese in Agone a Roma (1670-89) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.42 Ciro Ferri, Putti Studio per gli affreschi della cupola di Santa Agnese in Agone a Roma (1670-89) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

Nicolas Dorigny (Parigi 1658-1746), Santi in gloria Spicchio della cupola di Santa Agnese in Agone a Roma Incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Nicolas Dorigny (Parigi 1658 – 1746), Gloria del Paradiso Spicchio della cupola di Santa Agnese in Agone a Roma Incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

14.44 Ciro Ferri, Ratto di Europa Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.46 Ciro Ferri, Progetto per carrozza di gala (1687-88) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.48 Ciro Ferri, Resurrezione e Presentazione al tempio Studi per l’incisione di C. Bloemart nel Messale di Alessandro VII (1662) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

Cornelis Bloemart (Utrecht 1603 – Roma 1680), Resurrezione Incisione nel Messale di Alessandro VII (1662) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

14.51 Ciro Ferri, San Filippo Neri Studio per l’incisione di C. da la Haye La Vergine appare a San Filippo Neri (1675-81) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

Charles de La Haye (Fontainebleau 1641 – ?), La Vergine appare a San Filippo Neri (1675-81) Incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

14.54 Ciro Ferri, Divinità fluviale Studio per la cornice dell’incisione di F. Spierre Sacrificio di Augusto (1676-78) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

Francois Spierre (Nancy 1639 – Marsiglia 1681), Sacrificio di Augusto (1676-78) Incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

14.55 Ciro Ferri, La Vergine offre il Bambino a San Francesco Studio per l’incisione di C. Bloemart Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

Cornelis Bloemart (Utrecht 1603 – Roma 1680), La Vergine offre il Bambino a san Francesco (1684) Incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

14.56 Ciro Ferri, Leopoldo d’Asburgo e il suo seguito Studio per l’incisione di B. Farjat Leopoldo d’Asburgo vince i Turchi (1684) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

Benoit Farjat (Lione 1646- inizio ‘700), Leopoldo d’Asburgo vince i Turchi (1684) Incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

14.57 Ciro Ferri, Costruzione di un tempio Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.61 Ciro Ferri, Santa Maddalena de’ Pazzi Schizzo per la scultura Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.62 Ciro Ferri, Studio di angelo su una base Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

14.63 Ciro Ferri, Studio di vescovo Roma, Istituto Nazionale per la Grafica,Taccuino Odescalchi

14.66 Ciro Ferri, Progetto per un altare Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi Vincenzo Mariotti (Roma, sec. XVII – XVIII), Altare Gabrielli alla Minerva Incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

disegni del taccuino di altri artisti

15.1 Gianlorenzo Bernini (Napoli 1598 – Roma 1680), Studio per il catafalco del duca di Beaufort (1669) Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

15.3 Guglielmo Cortese (St. Hyppolyte 628 – Roma 1679), Studi di teste Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

15.2 Scuola romana secolo XVII, Danae, studi di profilo e satiro Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Taccuino Odescalchi

la chiesa dei SS. Luca e Martina

Giovanni Battista Falda (Valduzza 1648 – Roma post. 1691), chiesa dei SS. Luca e Martina (1665) incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Giovanni Francesco Venturini (Roma 1650 – post. 1710), spaccato della chiesa dei SS. Luca e Martina incisione da disegno di Francesco Bufalini Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Giovanni Francesco Venturini (Roma 1650 – post. 1710 ), esterno della chiesa dei SS. Luca e Martina incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Pianta della chiesa dei SS. Luca e Martina incisione Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

Nicola Belín (attivo a Roma 1684), chiesa dei SS. Luca e Martina incisione da disegno di Francesco Bufalini Roma, Istituto Nazionale per la Grafica