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La sepoltura di Cristo

Scheda Opera, Stampe

Francesco Mazzola detto il Parmigianino (Parma 1503 – Casalmaggiore 1540)

Sepoltura di Cristo

acquaforte

335 x 245 mm 

FC 76023

Parmigianino è il primo artista italiano a usare l’acquaforte per sperimentare le potenzialità di un nuovo linguaggio grafico, più libero rispetto al bulino e perfettamente in sintonia col suo stile elegante, contraddistinto da forme fluide e allungate.
Questa versione della Sepoltura costituisce una tappa significativa del perfezionamento della tecnica da parte dell’artista che, in precedenza, aveva già inciso la composizione su un’altra lastra, poi danneggiata in corso d’opera a causa di una morsura non controllata.
Parmigianino riprese nuovamente il soggetto, questa volta in controparte e senza l’utilizzo della puntasecca, completando quelle parti della precedente versione rimaste incompiute, come il basamento e il cespuglio, e mutando la posizione del braccio di Giuseppe d’Arimatea. Rispetto alla prima prova, caratterizzata da segni più leggeri, impalpabili e argentei, questa seconda versione presenta un chiaroscuro più marcato, mentre i contorni e il tratteggio risultano più spessi.
La tiratura dell’esemplare della collezione Corsini è tra le migliori conosciute al mondo ed è impressa su carta cinquecentesca. La stampa è datata al terzo decennio del XVI secolo, generalmente al periodo bolognese (1527-1530), sebbene sia stata proposta un’anticipazione al biennio 1524-1525 quando l’artista si trovava a Roma.
Della composizione sono sopravvissuti diversi studi preparatori. Il suo successo è attesto da numerose copie, tra cui ricordiamo quelle di Cornelis Massijs, Guido Reni, Andrea Meldolla e Anton Maria Zanetti.