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Fausto Pirandello (Roma 1899 – 1975)

Uomini nudi con le braccia alzate

pietra rossa con diverse concentrazioni ferrose

FN841

Il disegno è senz’altro uno studio per una composizione della fine degli anni ‘30, come testimonia l’uso della tecnica, questa pietra rossa molto ferrosa, e quindi di un colore piuttosto scuro, che si ritrova in disegni realizzati prima della II guerra Mondiale, in un periodo in cui l’artista si cimenta in uno studio sistematico ed ossessivo di posizioni, di gesti, accumulati sul foglio per creare composizioni affollate di corpi e figure avvolti dal vuoto assoluto, senza punti di riferimento spaziali (vedi le più complesse e affollate combinazioni dei quadri con Bagnanti e Spiagge) . Questa composizione si avvicina in maniera sorprendente al foglio Uomini con le braccia alzate, studio per uno dei quattro bozzetti per il concorso dei mosaici del Palazzo dei Congressi a Roma, cui Pirandello partecipò con esito negativo, cioè la grande tavola de L’impero (Trionfo di Augusto) del 1940, in cui si ritrovano gruppi di figure imploranti e veneranti assiepate sulla destra e sulla sinistra della composizione.
Le forme, scriverà Renato Guttuso a proposito dei disegni di Pirandello, sono “imperniate, le une alle altre, attraverso macchie, sfilature, graffiature, in un aggregarsi di frammenti plastici, in segni calcati che poi allentano, sfrangiano e si sfanno, o si infoltiscono e aggrumano quasi a simulare una materia che non fosse quella del disegno o della pittura”.