Paolo Antonio Paschetto

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25 febbraio – 30 marzo 2014

L’Istituto nazionale per la Grafica, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, presenta una mostra dedicata all’Emblema della Repubblica, opera di Paolo Antonio Paschetto (Torre Pellice 1885 – Roma 1963). Nella sede del Museo dell’Istituto nazionale per la Grafica è stata allestita, a cura di Fabio Fiorani e Maria Antonella Fusco e in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato, una sezione che ricostruisce in modo dettagliato la storia dell’Emblema, affiancando ai documenti dell’A.C.S. un’interessante serie inedita di bozzetti provenienti dalla famiglia dell’artista (Eredi Paschetto di Torre Pellice). Si deve alla famiglia stessa la donazione all’Istituto nazionale per la Grafica di una importante serie di matrici xilografiche e linoleografiche, tecnica in cui Paschetto eccelse, in particolare nel camaїeu, che offre la possibilità di ottenere con due soli legni, stampati in sequenza sovrapposta, gli effetti di un disegno su carta tinta con rialzi a biacca. In mostra sono presenti, affiancati a tali matrici, molti elementi grafici e di decorazione del libro. In particolare, frontespizi e pagine calligrafiche per le riviste Emporium, Bilychnis, Conscientia. Le opere sono state oggetto di intervento ai fini espositivi, ad opera della Scuola di Alta Formazione dell’ICRCPAL (Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario), a conferma della forte sinergia tra Istituti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Un simbolo emblematico quello della Repubblica italiana, destinato ad essere patrimonio comune del popolo italiano. E’ la prima volta che l’Emblema dopo l’importante studio di Mario Serio del 1987, viene riesaminato in chiave storico-artistica. Grazie ai testi figurativi e ai fogli di appunti visivi di Paolo Paschetto, è stato possibile seguire il tracciato di alcune idee iconografiche fondamentali, dal ramo d’alloro all’ulivo della pace, alla cinta murata affacciata sul mare, ma destinata anche a calzare la testa dell’Italia turrita, come già Paschetto aveva sperimentato per un francobollo del 1923, ed emesso sei anni dopo. L’esposizione nel Museo dell’Istituto ha costituito anche un’occasione di studio per il Laboratorio di diagnostica delle matrici, per analizzare ed individuare la tecnica originale dell’artista e delle matrici xilo-lineografiche. Di fatto, siamo in quella branca dell’arte grafica che si definisce il Bianco e Nero, con bella sintesi lessicale che, spaziando dalle classi accademiche di incisione alle mostre sindacali alle riviste cinematografiche, aveva segnato tra gli anni Venti e gli anni Quaranta un’intera generazione di artisti visuali, dediti alla china come all’incisione come alla fotografia e al cinema. La modernità dell’attività grafica di Paolo Paschetto è ulteriormente testimoniata dall’approccio innovativo alle testimonianze archeologiche, come documenta la copertina del volume Ostia colonia romana. Storia e monumenti, opera del fratello, l’archeologo Lodovico Paschetto.

Sede della mostra  Museo didattico, via della Stamperia, 6

Inaugurazione 25 febbraio 2014 ore 12,00

Date dal 25 febbraio al 30 marzo 2014

Apertura al pubblico martedì – domenica, ore 10.00 -19.00 – chiusura settimanale: lunedì –

Ingresso libero

Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione Angelina Travaglini  con la collaborazione di  Roberta Ricci tel. 06 69980238

Catalogo edito dalla Gangemi Editore

Biografia

Paolo Antonio Paschetto (Torre Pellice 1885-1963), attivo a Roma dagli inizi del Novecento agli anni Cinquanta, è stato con Duilio Cambellotti, Vittorio Grassi e Umberto Bottazzi tra i protagonisti del modernismo romano. Il suo nome è forse poco noto, ma notissimo è l’Emblema della Repubblica italiana da lui ideato, a seguito di un concorso lungo e complesso.

L’opera di Paschetto va ricordata non solo per questo, ma per la sua poliedrica attività artistica: con salda formazione accademica e linguaggio del tutto personale, ha affrontato con eguale eleganza la grande decorazione, la pubblicità, la grafica istituzionale e le arti applicate.

Notevoli testimonianze sono presenti in luoghi di culto, quali i templi protestanti di piazza Cavour e di via XX settembre, ed in residenze private ed edifici pubblici quali il Ministero della Pubblica Istruzione. Dal suo archivio privato provengono i preziosi materiali qui presentati per la prima volta.

Opere grafiche

Bozzetto dell’emblema della Repubblica. 18 febbraio 1947, Tempera colorata su cartone, 400x337, nel cartiglio UNITÀ LIBERTÀ; in basso a destra il simbolo di Paolo Paschetto seguito dalla data, 18.2.1948, (ACS, Presidenza del Consiglio dei ministri, Gabinetto, 1948-50, fasc. 3.3.2/12484 Concorso per l’emblema della Repubblica)

Bozzetto dell’emblema della Repubblica. 18 febbraio 1947, Tempera colorata su cartone, 400×337, nel cartiglio UNITÀ LIBERTÀ; in basso a destra il simbolo di Paolo Paschetto seguito dalla data, 18.2.1948, (ACS, Presidenza del Consiglio dei ministri, Gabinetto, 1948-50, fasc. 3.3.2/12484 Concorso per l’emblema della Repubblica)

 Bozzetto dell’emblema della Repubblica. Roma 1 febbraio 1948, china, tempera, tracce di matita su cartone, 463x410, nel cartiglio REPUBBLICA ITALIANA; sotto l’immagine è riportata a matita l’indicazione: ridotto a cm 11; in basso iscrizione firmata: Emblema della Repubblica Italiana prescelto dalla Commissione speciale nominata dal Presidente dell’Assemblea Costituente e approvato dall’Assemblea nella seduta del 31 gennaio 1948. Il Presidente Umberto Terracini; timbro a secco dell’Assemblea Costituente; in basso a destra il simbolo di Paolo Paschetto seguito dalla data, 1 febbraio 1948 (ACS, Presidenza del Consiglio dei ministri, Gabinetto, 1948-50, fasc. 3.3.2/12484 Concorso per l’emblema della Repubblica)

Bozzetto dell’emblema della Repubblica. Roma 1 febbraio 1948, china, tempera, tracce di matita su cartone, 463×410, nel cartiglio REPUBBLICA ITALIANA; sotto l’immagine è riportata a matita l’indicazione: ridotto a cm 11; in basso iscrizione firmata: Emblema della Repubblica Italiana prescelto dalla Commissione speciale nominata dal Presidente dell’Assemblea Costituente e approvato dall’Assemblea nella seduta del 31 gennaio 1948. Il Presidente Umberto Terracini; timbro a secco dell’Assemblea Costituente; in basso a destra il simbolo di Paolo Paschetto seguito dalla data, 1 febbraio 1948 (ACS, Presidenza del Consiglio dei ministri, Gabinetto, 1948-50, fasc. 3.3.2/12484 Concorso per l’emblema della Repubblica)

Bozzetto dell’emblema della Repubblica. 18 aprile 1948, tempera colorata, tracce di matita su cartone, 442x408, nel cartiglio REPUBBLICA ITALIANA; in basso a destra il simbolo di Paolo Paschetto seguito dalla data, 18 aprile 1948, (ACS, Presidenza del Consiglio dei ministri, Gabinetto, 1948-50, fasc. 3.3.2/12484 Concorso per l’emblema della Repubblica)

Bozzetto dell’emblema della Repubblica. 18 aprile 1948, tempera colorata, tracce di matita su cartone, 442×408, nel cartiglio REPUBBLICA ITALIANA; in basso a destra il simbolo di Paolo Paschetto seguito dalla data, 18 aprile 1948, (ACS, Presidenza del Consiglio dei ministri, Gabinetto, 1948-50, fasc. 3.3.2/12484 Concorso per l’emblema della Repubblica)

Bozzetto per la copertina del volume: Lodovico Paschetto, Ostia colonia romana. Storia e monumenti. Roma (1912). Inchiostro di china, grafite, tempera bianca. 325x250

Bozzetto per la copertina del volume: Lodovico Paschetto, Ostia colonia romana. Storia e monumenti. Roma (1912).Inchiostro di china, grafite, tempera bianca. 325×250

Ex libris Paschetto Paolo. (1903-1906). Inchiostro di china e grafite. 100x79, APP

Ex libris Paschetto Paolo. (1903-1906).Inchiostro di china e grafite. 100×79, APP

Ex libris donna che legge. (1907). Inchiostro di china e ritocchi a tempera bianca. 250x180, APP

Ex libris donna che legge. (1907).Inchiostro di china e ritocchi a tempera bianca. 250×180, APP

Motto dell’artista. “Post mortem vivere ultra”. (Ante 1930) Inchiostro di china, acquerellature, grafite. 294x200, APP

Motto dell’artista. “Post mortem vivere ultra”. (Ante 1930)Inchiostro di china, acquerellature, grafite. 294×200, APP

I Coppieri al tramonto. Acquerelli riprodotti in cartes postales. (1905- 1908 ca.). 353x503,

I Coppieri al tramonto. Acquerelli riprodotti in cartes postales. (1905-1908 ca.). 353×503,

Timbri con la firmasigillo, APP

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