Officine all’Istituto Nazionale per la Grafica

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progetto e coordinamento di Luigi Ficacci

 

 

 

MOSTRE

 

TN_repl1Matrici in rame

Dal ripristino dell’inciso all’acciaiatura e alle repliche galvaniche

Il ruolo della Calcografia Romana.

Mostra a cura di Anna Grelle Iusco e Giuseppe Trassari Filippetto.

 

 

 

 

 

TN_vetrine4“ROMA – Visita Guidata”

Una Cartella di grafica donata alla Calcografia

Mostra a cura di Emanuela Nobile Mino e Gianluca Lipoli

 

 

 

 

 

 

Inaugurazione Martedì 27 febbraio 2001
ore 18.00 – Palazzo della Calcografia –
Via della Stamperia, 6

In occasione della III Settimana per la Cultura l’Istituto Nazionale per la Grafica ospita la mostra d’arte contemporanea Visita Guidata, nata dall’iniziativa di Gianluca Lipoli di realizzare una cartella di stampe di undici artisti accompagnata da un testo poetico di Valerio Magrelli. L’idea funziona come veicolo di pensieri e di immagini create dagli artisti in base alla suggestione di diversi luoghi di Roma che, per sovrapposizione, sviluppano l’impressione di un’inedita visita guidata attraverso la Città. La mostra presenta, attorno alle stampe che costituiscono la cartella, le opere originali che, in connessione con esse, evocano i percorsi di formazione delle immagini individuali. La fruizione diretta dei lavori rivela il dialogo con le diverse realtà, storico artistiche o indifferentemente urbane, di Roma, producendo un confronto più forte e realistico tra gli elementi messi a confronto o in comunicazione. Le opere degli artisti trovano in questo contesto la loro ragione nell’immanenza di un forte segno impresso nella realtà urbana. Il museo, nella sua doppia veste di conservatore e testimone sarà ancora l’interlocutore di questo rinnovato dialogo tra passato e presente, tra pubblico e individuo. La pianta di Roma di Giovan Battista Nolli, edita nel 1748, segno proprio del luogo della mostra (il museo che ne detiene le matrici incise), costituisce l’incipit del percorso, autorevole impronta storica della visita immaginaria che da lì prende avvio. L’immaginaria topografia di Roma che verrà a costruirsi idealmente attraverso gli interventi degli artisti apparirà all’osservatore qualificata dallo stesso scarto temporale e grado di veridicità dell’esempio settecentesco, se considerata in sovrapposizione all’assetto contemporaneo della città.

In due delle tre sale del museo saranno allestiti i lavori degli undici artisti invitati (Carla Accardi, Ferruccio De Filippi, Alessandro Ferraro, Andrea Fogli, Pietro Fortuna, Felice Levini, H. H. Lim, Fabio Mauri, Laura Palmieri, Giuseppe Salvatori, Cesare Tacchi), mentre nella terza sala saranno esposte le grafiche della  cartella, tirate in dieci esemplari, uno dei quali verrà donato alla Calcografia Nazionale

Alessandro Ferraro

Alessandro Ferraro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carla Accardi

Carla Accardi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fabio Mauri

Fabio Mauri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Laura Palmieri

Laura Palmieri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pietro Fortuna

Pietro Fortuna

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Salvatori

Giuseppe Salvatori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cesare Tacchi

Cesare Tacchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Andrea Fogli

Andrea Fogli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Felice Levini

Felice Levini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

H. H. Lim

H. H. Lim

 

 

 

 

 

 

 

 

Ferruccio De Filippi

Ferruccio De Filippi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TN_PosterOK 2 muoviti segno

Muoviti segno!

mostra e proiezione di opere in animazione

a cura di Claudio Di Biagio

 

 

 

Inaugurazione Martedi 27 febbraio 2001 ore 18.00 – Palazzo di Fontana di Trevi – Via Poli, 54

Muoviti segno! è uno sguardo nel mondo delle immagini artistiche in movimento attraverso i lavori di 10 autori che sperimentano tecniche diverse di animazione.

Una selezione di cortometraggi e una mostra di materiali ad essi relativi: disegni, lucidi, sequenze, strisce, metri di pellicola incisa, graffiata, dipinta, singoli frames, esposti in una sala scorrono fluidi nelle proiezioni della sala accanto, dando vita a brevi narrazioni, o evocando scenari, sensazioni, luoghi, ossessioni indefinite, ma che vibrano nei suoni o nella loro totale assenza, nei movimenti, nelle immagini, che passano e attraversano lo spettatore.

Muoviti segno! è un tentativo di indagare nel lavoro di chi utilizza l’animazione come linguaggio d’arte, documentandone diversi metodi, tecniche, e tecnologie impiegate, ripercorrendo tempi che si dilatano enormemente nella produzione di minime variazioni successive, di infinite metamorfosi del segno e delle immagini, per poi contrarsi in pochi attimi nel risultato finale. Tempo, suono, movimento, come possibilità espressive ulteriori nella ricerca di artisti che operano nei diversi ambiti dell’illustrazione, del fumetto, delle arti grafiche o dell’arte visiva in genere.

La mostra

Il luogo che ospita Muoviti segno! – un museo, la sede dell’Istituto Nazionale per la Grafica – permette e forse richiede un momento conoscitivo in più su opere in cui tecniche di produzione e riproduzione dell’immagine artistica come il disegno, la stampa, la fotografia, si fondono con il cinema e spesso con l’elettronica. Una possibilità di approfondimento ulteriore rispetto a festival o rassegne (sempre più numerose) di film d’animazione che pur restando occasioni importanti e talvolta uniche di aggiornamento e confronto, inducono spesso un effetto ipnotizzante nello spettatore causato dalla moltitudine di lavori proposti in rapida successione. Da qui la scelta di presentare un numero ristretto di autori, accostando ai film una mostra che permetta di apprezzare le diversità di approccio all’animazione e le diverse tecniche utilizzate.

Gli artisti:

Paolo Canevari, Roberto Catani, Valentina Coccetti, Francesca Ghermandi, Claudia Muratori, Alvise Renzini, Stefano Ricci, Flavia Ruotolo, Saul Saguatti, Gianluigi Toccafondo

 

 

Alvise Renzini

Alvise Renzini

 

 

 

 

 

 

 

Stefano Ricci

Stefano Ricci

 

 

 

 

 

 

 

Saul Saguatti

Saul Saguatti

 

 

 

 

 

 

 

Flavia Ruotolo

Flavia Ruotolo

 

 

 

 

 

 

 

Gianluigi Toccafondo

Gianluigi Toccafondo

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Coccetti

Valentina Coccetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roberto Catani

Roberto Catani

 

 

 

 

 

 

 

 

Paolo Canevari

Paolo Canevari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesca Ghermanti

Francesca Ghermanti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Claudia Muratori

Claudia Muratori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durata mostra: 28 febbraio – 7 marzo 2001

Ingresso gratuito tutti i giorni dalle 15 alle 19

Ufficio Stampa Marcella Ghio tel.  0669980238 fax 0669921454

 

con la collaborazione di

redfilm

 

 

 

PRESENTAZIONI

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“Vetrine alla Calcografia”

Bilancio edizione 2000

presentazione edizione 2001

 

 

Incontro pubblico organizzato da: Istituto Nazionale per la Grafica – Archivio di Stato di Torino –

Fondazione San Paolo di Torino

 

con la partecipazione di Mario Codognato, Sergio Corbello, Luigi Ficacci, Isabella Massabò Ricci, Serenita Papaldo

Vetrine alla Calcografia è formula che per dieci anni dovrà garantire all’Istituto Nazionale per la Grafica una continuità d’informazione sugli sviluppi artistici nelle tecniche che caratterizzano le sue collezioni storiche (il disegno, l’immagine mediata da una matrice, la fotografia). Ogni anno gli artisti e i temi delle singole mostre saranno scelti da curatori diversi invitati dal direttore dell’Istituto.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Fondazione San Paolo di Torino per la Cultura, la Scienza e l’Arte hanno stipulato una Convenzione di collaborazione decennale che garantisce i due terzi dei finanziamenti per la realizzazione dell’intera serie. A questo punto, l’Istituto Nazionale per la Grafica sta procedendo nella ricerca delle risorse integrative, auspicabilmente da reperire in ambito imprenditoriale.

Alla Fondazione San Paolo si deve la sollecitazione a realizzare, per la città di Torino, un’ulteriore edizione di ogni mostra, in collaborazione con l’Archivio di Stato, nello straordinario contesto monumentale delle sale del Palazzo Reale, opera dell’architetto Filippo Juvarra.

La prima edizione ha avuto luogo nel corso dell’anno 2000 con le tre mostre Tirannicidi dedicate ciascuna ad una tecnica, in doppia edizione, romana e torinese.

L’incontro pubblico di Mercoledì 28 febbraio sarà l’occasione per una valutazione analitica dello stato del progetto nei diversi aspetti storico critici, di definizione istituzionale, di fondamento economico finanziario, di programmazione successiva.

Serenita Papaldo, Direttore dell’Istituto Nazionale per la Grafica, Isabella Massabò Ricci, Direttore dell’Archivio di Stato di Torino, Sergio Corbello, Segretario Generale della Fondazione San Paolo di Torino per la Cultura la Scienza e l’Arte discuteranno del complessivo progetto Vetrine alla Calcografia. Luigi Ficacci, curatore dell’edizione 2000, presenterà un bilancio delle tre mostre Tirannicidi e Mario Codognato il progetto dell’edizione 2001.

Sarà visibile la documentazione della scorsa edizione nelle foto di Claudio Abate e nel video realizzato da Alexia Dafni e Giorgios Papadatos.

 

Palazzo di Fontana di Trevi, via Poli 54

Mercoledì 28 febbraio 2001, ore 17.30

 

TN_cmarianiPresentazione del volume

G. Mariani

Il Gabinetto Nazionale delle Stampe. Storia e Collezioni 1895 – 1975

Roma 2001

 

 

 

 

 

Il volume “Il Gabinetto Nazionale delle Stampe – Storia e collezioni 1895-1975” vuole ricostruire la storia degli eventi che hanno determinato la fondazione e l’incremento delle collezioni del Gabinetto delle Stampe.

Ideato e fortemente voluto da Adolfo Venturi che intendeva farne il primo esempio italiano di Gabinetto di grafica, ordinato e organizzato secondo i moderni criteri museografici europei, il Gabinetto trae la sua origine dalla ricca collezione di stampe e disegni raccolti nel corso del Settecento dal cardinale Neri Maria Corsini per la Biblioteca del suo Palazzo alla Lungara. Nel 1883 il prezioso fondo fu donato, con la Biblioteca di cui faceva parte, dalla Famiglia Corsini all’Accademia dei Lincei. Nel 1895 quest’ultima, mostrando una particolare sensibilità verso le esigenze scientifico- culturali proprie di una collezione di grafica, decise di assegnarla in deposito allo Stato consentendo così la fondazione del nuovo Istituto che all’epoca era parte integrante della Galleria Nazionale d’Arte Antica al primo piano di Palazzo Corsini.

TN_panneggioFino ad oggi gli studi sul Gabinetto Nazionale delle Stampe sono stati per lo più rivolti all’analisi delle opere che compongono le sue collezioni, mentre scarsa attenzione è stata dedicata alla storia di quest’Istituto e all’attività svolta dai suoi direttori.

Proprio su queste tematiche si è sviluppata l’indagine condotta in questo volume, grazie anche all’apporto notevole di un grande numero di documenti inediti trovati nell’archivio storico del Gabinetto, nell’Archivio Centrale dello Stato e nell’Archivio Storico dell’Accademia dei Lincei.

Il volume si compone di due parti: una di studi storico- critici e una di apparati di supporto. Nella prima parte Ginevra Mariani ricostruisce la storia del Gabinetto delle Stampe, dalla sua istituzione per custodire e gestire il Fondo Corsini nel 1895 fino al momento della fusione con la Calcografia nell’Istituto nazionale per la Grafica nel 1975. Il succedersi degli eventi, le figure istituzionali che ne furono promotrici sono descritti con costante riferimento all’ambiente politico e culturale tra Ottocento e Novecento. Il Gabinetto infatti nasce negli anni in cui in Italia si fondavano le istituzioni museali moderne, applicando alle antiche collezioni di provenienza pre-unitaria nuove organizzazioni rispondenti alle mutate esigenze di identità nazionale e di impostazione storico-critica. La ricostruzione storica mette in luce anche l’attività svolta dai direttori per l’incremento della collezione e la creazione del Fondo Nazionale, sempre visto come completamento e integrazione del primitivo Fondo Corsini.

TN_castiglioneProprio sul Fondo Corsini Grazia Pezzini Bernini ha condotto uno studio approfondito procedendo all’esame dei volumi e al confronto con inventari e documenti d’archivio, dando così nuovi contributi alla storia della formazione della collezione. Ha inoltre delineato l’importanza e le funzioni dei bibliotecari dei Corsini con particolare riferimento alla figura di Luigi Maria Rezzi, soprattutto come ordinatore della collezione di stampe.

Il saggio di Fabio Fiorani ricostruisce le vicende del Laboratorio di restauro del Gabinetto e testimonia l’esperienza maturata in tanti anni di attività su un materiale estremamente vario in quanto a problematiche di conservazione, che ha fatto acquisire una competenza tale da divenire referente a livello nazionale per il restauro dei beni storico-artistici su supporto cartaceo.

Anche la costante attività espositiva, cominciata addirittura nel 1897, viene descritta nell’elenco ragionato di Rita Parma. Le mostre, momento fondamentale per la conoscenza delle collezioni, erano viste anche come esito dell’attività di ordinamento tecnico-scientifico delle opere.

Nella seconda parte costituita dagli apparati è stata pubblicata una scelta dei documenti rinvenuti e le indagini condotte sul Fondo Corsini e su quello Nazionale.

TN_FC 125827 guercinoIl volume, a cura di Ginevra Mariani e pubblicato da De Luca Editore, verrà presentato da Marisa Dalai Emiliani e Carlo Bertelli introdotti da Mario Serio, Direttore Generale per i Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e da Edoardo Vesentini, Presidente dell’Accademia dei Lincei.

 

 

 

 

 

Giovedì 1 marzo 2001, ore 18.00 – Palazzo di Fontana di Trevi, via Poli 54

 

TN_lmatriciPresentazione del volume

Anna Grelle Iusco 


Matrici Calcografiche in Italia
Roma 2000

 

 

 

 

Il volume è frutto di ricerche di carattere storico-critico scaturite da un intervento conservativo condotto dall’Istituto Nazionale per la Grafica su un piccolo nucleo di matrici del Convento di San Bonaventura al Palatino.

La pubblicazione coincide con un momento particolare della storia dell’Istituto o almeno di quanto in essa attiene alle matrici incise: il riordinamento delle raccolte e l’allestimento della nuova Calcoteca sono infatti ormai quasi giunti a conclusione; è pertanto impellente la necessità di verificare l’esperienza acquisita contestualizzandola nel territorio.

La Grelle e i suoi collaboratori mostrano di avvertire la singolarità del momento e distolgono lo sguardo dall’interno della Calcografia -argomento di altre loro specifiche ricerche- e si rivolgono all’esterno.

L’esiguo quantitativo di lastre del fondo di San Bonaventura – due di acciaio e cinquantatre di rame – diverse per epoca, autori e uso del linguaggio grafico, ha dapprima convogliato l’attenzione sullo stato di degrado – la maggior parte delle lastre infatti era resa illeggibile da inchiostri secchi, vernici, patine di ossidi e residui di corrosioni attive – e obbligato, dopo attenti esami diagnostici, ad intervenire con lavori di pulitura e trattamento delle ossidazioni, per recuperare la possibilità della lettura originaria .

TN_imm libro1Gli esiti di questi interventi, certo non una novità per l’Istituto che da anni si occupa del recupero conoscitivo e della tutela sul territorio nazionale di prodotti grafici sia di enti pubblici sia di privati, si sono poi immessi nel percorso più vasto attraverso cui si esplica abitualmente l’attività della calcoteca e del laboratorio diagnostico dell’Istituto:

-ricerca storico/artistica, intesa quale momento propedeutico e complementare a qualunque intervento tecnico

-approfondimento delle metodologie di analisi e conservazione delle matrici

-attività di ricognizione.

Ciascun ambito corrisponde ad una sezione del volume

L’identità iniziale di molte incisioni del fondo era stata cancellata dalle rimanipolazioni in funzione devozionale che molte di esse avevano subito, dall’usura , dagli interventi di recupero o rialzo dei segni abbassati effettuati nel corso del tempo.

Il percorso metodologico attuato per la loro lettura – nuovo approccio di ricerca sul campo – è stato finalizzato a individuare i responsabili a vario titolo delle matrici (inventori dell’idea iconografica, incisori o editori); censire i loro referenti visivi, siano stati essi dipinti, disegni o pregresse incisioni; riconoscere il motivo occasionale della loro produzione e i loro destinatari.

Quest’ultimo punto ha implicato l’individuazione di eventi prodigiosi, beatificazioni, missioni ecclesiastiche operate da alcuni esponenti dell’ordine francescano proprietario del fondo. La datazione di tali eventi ha in molti casi consentito di stabilire anche l’epoca di esecuzione delle matrici, fedeli testimonianze di quei fatti storico religiosi e preziosi strumenti della divulgazione capillare di tali eventi e della venerazione dei loro protagonisti, alimentata anche da quella diffusione.

TN_imm libro2Con l’ausilio di un sistema computerizzato di analisi delle immagini si sono quindi individuate le peculiarità morfologiche delle incisioni e l’andamento stilistico delle trame segniche che hanno supportato attribuzioni di responsabilità più circostanziate.

L’esame delle opere grafiche, tutte di soggetto devozionale, ma, come s’è detto, di differente rilevanza artistica – si distinguono tra le altre le matrici del Van Westerhout, del Frey, del Cappellan, di Antonio Baldi, di Angelo Campanella – ha permesso di ricostruire vicende e dinamiche della definizione e diffusione di alcune iconografie .

Singolare è stato individuare il passaggio da modelli artisticamente più raffinati e colti – basti pensare ai dipinti di Pompeo Batoni e a quelli inediti di Stefano Casabona, Sebastiano Conca e Tommaso Maria Conca – ad un linguaggio che traduce le immagini in forme d’uso quotidiano e domestico con l’intento non di banalizzare l’iconografia, ma di renderla, semplificandola, immediatamente riconoscibile nel messaggio.

L’autrice sostiene infatti che: “(…) l’iconografia deprivata di sostanza formale (…) viene riproposta utilizzando le strutture più elementari del linguaggio calcografico, con la finalità di offrire prodotti figurativamente accattivanti, economici e tanto più funzionali al coinvolgimento emotivo quanto più facilmente decodificabili”.

La traduzione attraverso il linguaggio incisorio di un’opera di altro autore, ideata e realizzata con altre tecniche artistiche è stata da sempre una delle caratteristiche peculiari della calcografia.

Attraverso una codificazione di segni incisi -che nell’800 ebbe una definizione accademica molto forte- la calcografia ha saputo tradurre valenze cromatiche, indicazioni di materia, ma soprattutto l’invenzione artistica e le caratteristiche stilistiche dell’opera di riferimento.

Nello specifico del fondo di matrici di San Bonaventura, la traduzione molto spesso si è attuata attraverso progressivi ribattiti dall’opera originale perchè l’intento era di arrivare ad un prodotto funzionale all’uso devozionale, la cui diffusione capillare era strettamente correlata anche ad una economia di costi e di tempi di lavorazione.

Puntuale, nella parte centrale del volume è la relazione tecnica sul restauro operato . L’intervento di Giuseppe Trassari Filippetto costituisce un altro capitolo del futuro Atlante morfologico che l’Istituto ha intenzione di realizzare e il cui saggio introduttivo è stato già pubblicato in occasione della XIII Settimana per i beni Culturali e Ambientali del 1998 a cura della stessa autrice del libro che qui si presenta.

TN_s giuseppeIl particolare risalto grafico e logistico dato alla sezione sottolinea la imprescindibilità e centralità della tecnica nella cultura moderna, ma ad un tempo, la necessità di valersene in un rapporto dialettico strettamente interdisciplinare, all’interno di un articolato sistema di processi cognitivi. Una necessità, questa, che s’avverte soprattutto nel caso di acquisizioni metodologicamente rilevanti, ma che non possono costituire motivo di deleghe, quali la possibilità, qui esemplificata, di analisi morfologica del segno inciso mediante apposite strumentazioni – funzionale anche a riconoscimenti di mano- alla quale sono riservate immagini di stimolante interesse.

Infine il Regesto di fondi di matrici calcografiche esistenti in Italia vuole essere una prima tappa, anche se incompleta, di una ricognizione su un patrimonio ancora per lo più nascosto e il cui valore storico artistico e documentario è addirittura quasi ignorato dagli stessi detentori. Una tappa che in questa occasione era indispensabile non dilazionare in quanto si attuava in essa l’inizio della contestualizzazione dello studio del fondo di San Bonaventura.

E’ stato il primo lavoro del genere e ha portato al censimento di circa tredicimila lastre incise.

Identificare questo patrimonio, diversificato ma complementare a quello dell’Istituto Nazionale per la Grafica , contribuirà certamente a chiarire i motivi di produzione e i percorsi di diffusione di immagini incise oltre che le ragioni del formarsi di taluni nuclei di matrici calcografiche.

Il volume, pubblicato da Artemide Edizioni nell’aprile del 2000, verrà presentato da Maria Andaloro, Vittorio Casale, Alma Maria Tantillo

 

Venerdì 2 marzo 2001, ore 18.00 – Palazzo di Fontana di Trevi, via Poli 54

INCONTRI

TN_bambini bauleBambini alla Calcografia

Il Sarcofago Misterioso

Figura in due stanze

Laboratori per l’infanzia condotti dall’artista Andrea Fogli

a cura della Piccola Cooperativa Informadarte

Laboratori per l’infanzia condotti dall’artista Andrea Fogli

 

a cura della Piccola Cooperativa Informadarte

In occasione della “III Settimana della Cultura” (26/2-4/3/2001) l’Istituto Nazionale per la Grafica promuove un ciclo di laboratori artistici per l’infanzia riprendendo così un dialogo tra il museo e i suoi fruitori più giovani avviato due anni fa nell’ambito della mostra monografica di Renato Mambor.

L’iniziativa, a cura della Piccola Cooperativa Informadarte, già promotrice di numerose esperienze di didattica artistica per i più piccoli all’interno di musei e scuole, vede protagonista l’artista Andrea Fogli ideatore dei due differenti eventi intitolati Il Sarcofago Misterioso e Figura in due stanze.

Il primo laboratorio è incentrato sull’idea di un autoritratto originale che i bambini realizzeranno individualmente al termine di un’attività densa di stimoli per la loro immaginazione, utilizzando il disegno ma anche l’assemblaggio di materiali e oggetti disparati scovati all’interno di un baule portato dall’Artista.

TN_bambini oggettiAlla fervida immaginazione infantile fa appello anche il secondo laboratorio, che si articola in due momenti: il tema della prima parte del laboratorio è la relazione a volte sorprendente che si stabilisce tra figure e oggetti in alcune opere d’arte [esempi verranno mostrati attraverso una proiezione di diapositive], sarà quindi ogni bambino a dover inventare una relazione tra più figure immaginarie e trovate a caso come in una sorta di cadavre exquis surrealista. Il secondo momento del laboratorio sarà dedicato al disegno dal vero eseguito sotto la guida dell’artista.

Entrambi i laboratori sono stati recentemente sperimentati all’interno di una lunga esperienza didattica condotta da Informadarte nelle scuole del Comune di Genazzano con risultati così interessanti e un coinvolgimento così appassionato da parte dei bambini da meritarne la riproposizione in un contesto istituzionale rilevante come quello della Calcografia.

I laboratori della durata di quattro ore circa, si rivolgono alle classi del secondo ciclo della scuola elementare. La partecipazione ai laboratori è gratuita.

TN_bambini profiloAndrea Fogli vive e lavora a Roma. Laureato in Filosofia nel 1983, ha diretto le attività culturali e la rivista della Società lunare tra il 1993 e il 1995. Ha esposto in mostre in Italia e all’estero in prestigiosi spazi pubblici (mostra personale al Museo d’arte contemporanea di Salisburgo). Nella sua multiforme attività artistica utilizza diversi media espressivi, dalla pittura alla scultura, fotografia, performance teatrali, scrittura (ha scritto anche fiabe). Attualmente è in corso una sua mostra personale nella Galleria Otto Arte Contemporanea di Bologna

Informadarte, costituita da storici dell’arte, nasce con l’intento di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico attraverso iniziative di vario genere (visite guidate, laboratori, mostre, conferenze, pubblicazioni, etc.). A tal fine, da anni collabora con Istituzioni pubbliche e private nell’ideazione e organizzazione di eventi culturali. Tra le attività dell’associazione, uno spazio privilegiato è assegnato alla didattica dell’arte per bambini e ragazzi sia nelle scuole che all’interno di musei e biblioteche.

I laboratori si svolgeranno nelle mattine dei giorni giovedi 1, venerdì 2, lunedì 5 marzo, con inizio alle 9,30 e il pomeriggio di sabato 3 marzo alle ora 16,00

 

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi ai numeri: 0669980223 – 03395235520

Palazzo di Fontana di Trevi, Sala Dante, via Poli 54

 

 

TN_bozza copertina pieghevoleLeggere Roma

“VISITA GUIDATA”

Un incontro con gli autori della Cartella di grafica donata alla Calcografia

a cura di Gianluca Lipoli ed Emanuela Nobile Mino

La mostra intende presentare, attorno alle stampe che costituiscono la cartella, le opere originali che, in connessione con esse, evocano i percorsi di formazione delle immagini individuali.Le immagini create dagli artisti in base alla suggestione di diversi luoghi di Roma sviluppano, attraverso la sovrapposizione, un’inedita visita guidata attraverso la Città.

La fruizione diretta dei lavori rivela il dialogo con le diverse realtà, storico artistiche o indifferentemente urbane, di Roma, producendo un confronto più forte e realistico tra gli elementi messi a confronto o in comunicazione. Le opere degli artisti trovano in questo contesto la loro ragione nell’immanenza di un forte segno impresso nella realtà urbana.

Il museo, nella sua doppia veste di conservatore e testimone, è ancora l’interlocutore di questo rinnovato dialogo tra passato e presente, tra spazio pubblico e pensiero individuale.

La pianta di Roma di Giovan Battista Nolli, edita nel 1748, segno proprio del luogo della mostra (il museo che ne detiene le matrici incise), costituisce l’incipit del percorso, autorevole impronta storica della visita immaginaria che da qui prende avvio.

L’immaginaria topografia di Roma che verrà a costruirsi idealmente, attraverso gli interventi degli artisti, potrà facilmente apparire all’osservatore qualificata dallo stesso scarto temporale e grado di veridicità dell’esempio settecentesco, se considerata in sovrapposizione all’assetto contemporaneo della città.

Il percorso.

Due delle tre sale del museo ospitano i lavori degli undici artisti invitati (Carla Accardi, Ferruccio De Filippi, Alessandro Ferraro, Andrea Fogli, Pietro Fortuna, Felice Levini, H. H. Lim, Fabio Mauri, Laura Palmieri, Giuseppe Salvatori, Cesare Tacchi), mentre nella sala intermedia, accompagnate dal testo poetico di Valerio Magrelli, sono esposte le grafiche degli artisti che compongono la cartella, tirate in dieci esemplari, uno dei quali verrà donato alla Calcografia Nazionale.