l’Artista e il suo atelier

copertina

Quasi del tutto inedita e sconosciuta, la raccolta Osio comprende oltre 3000 fogli. Proviene da nuclei di illustri famiglie patrizie lombarde (come la Litta Visconti Arese e la Trivulzio) poi passati di proprietà, nei decenni centrali del Novecento, alla nobile famiglia milanese Osio. Nel 1999 la collezione è stata acquistata dall’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma. Si tratta della più grande acquisizione di disegni mai compiuta dall’Istituto nonché di una delle maggiori effettuate da un’istituzione museale pubblica italiana. In questi ultimi anni il Fondo Osio è stato interamente fotografato, studiato e schedato da un gruppo di lavoro dell’Istituto Nazionale per la Grafica sotto la guida di Giulia Fusconi, con il supporto di studiosi esterni e di specialisti in vari settori. La selezione critica di 100 disegni proposta in mostra, offre al pubblico una panoramica sulle scuole grafiche italiane, dal Cinquecento all’Ottocento. Vi sono esposti disegni rappresentativi della scuola lombarda (Cerano, Morazzone, Simone Peterzano, Andrea Appiani, Francesco Hayez, Domenico Induno), della veneta (Domenico Campagnola, Francesco Lorenzi, Giuseppe Bernardino Bison), dell’emiliana (Amico Aspertini, Gaetano Gandolfi), della toscana (Stefano Della Bella), della romana (Carlo Marchionni e scuola di Giulio Romano) e di quella napoletana (Luigi Vanvitelli, Domenico Mondo). Un ulteriore gruppo di circa 25 disegni è presentato in una sezione didattica – che con macrofotografie, essenziali testi esplicativi e con la presenza di oggetti – illustra materiali, strumenti e tecniche presenti nella Collezione Osio. A conclusione del percorso espositivo, una breve rassegna di falsi e copie evidenzia un aspetto che, pur caratterizzando quasi tutte le collezioni d’arte, solo di recente sta venendo alla luce sul piano critico. Il catalogo scientifico (230 pagine, 220 foto a colori e in b/n) è curato da Giulia Fusconi con la collaborazione di Angiola Canevari e con la partecipazione di prestigiosi specialisti: Giulio Bora, Andrea G. De Marchi, Marzia Faietti, Mario Gori Sassoli, Elisabeth Kieven, Fabrizio Magani, Vincenzo Mancini, Maurizio Mondini, Rossana Muzii, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Pierre Rosenberg, Andrea Tomezzoli, Francesca Valli con Marco Cresseri, Paola Segramora Rivolta, Michele Tavola. Oltre al tradizionale assetto – saggi, schede scientifiche, note tecniche – il catalogo presenta, tra gli apparati, una schedatura dei timbri e dei contrassegni di collezione, che permette di risalire a tutte le provenienze storiche della raccolta Osio. Insieme al catalogo della mostra viene offerto un Cd. Si tratta di uno strumento essenziale per la conoscenza della collezione, di cui fornisce l’indice completo, con autori, soggetti, tecniche e una serie di illustrazioni dei fogli più interessanti. Frutto di anni di ricerche, questo indice è stato reso possibile anche grazie al contributo dei molti studiosi coinvolti nell’iniziativa.
La collezione Osio comprende oltre 3100 disegni raccolti a Milano, a partire dagli anni Trenta del Novecento, da Umberto Osio (Milano 1891-1967), avvocato, membro di una nobile famiglia lombarda . Il primo e maggiore acquisto di Umberto Osio riguarda la serie di volumi di provenienza Litta Visconti Arese – il ramo più illustre della famiglia milanese – contenente oltre 700 disegni di scuola prevalentemente lombarda tra XVII e XIX secolo, alienati dall’ultimo erede Litta, Henri Prior (Coussonay, Svizzera 1862 – Varese 1934). Successivamente, l’Osio acquisì altri importanti nuclei di materiale grafico, come volumi di collezione Trivulzio, quelli dalle raccolte del filologo Francesco Novati (Cremona 1859 – San Remo 1915), e dell’imprenditore tessile Francesco Dubini (Milano 1848-1932), da cui provennero alla collezione Osio circa 250 fogli, tra cui importanti e rari documenti del neoclassicismo lombardo. Per rispettare la volontà paterna e mantenere unita e integra la collezione, gli eredi Osio la proposero in vendita al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che l’ha acquistata nel 1999 su proposta e attivo interessamento dell’Istituto Nazionale per la Grafica, che ne è ora il proprietario.

Un volume della collezione Litta (Litta 3) aperto su una pagina interna, dove sono visibili i disegni applicati con apparente casualità

Un volume della collezione Litta (Litta 3) aperto su una pagina interna, dove sono visibili i disegni applicati con apparente casualità

Un volume proveniente dalla collezione di Francesco Novati, con le pagine di supporto blu

Un volume proveniente dalla collezione di Francesco Novati, con le pagine di supporto blu

I disegni Osio presentano una panoramica sulle scuole grafiche italiane dal Cinquecento all’Ottocento, con disegni della scuola lombarda: Cerano, Morazzone, Simone Peterzano, Andrea Appiani, Francesco Hayez, Domenico Induno, della veneta: Domenico Campagnola, Francesco Lorenzi, Giuseppe Bernardino Bison, dell’emiliana: Amico Aspertini, Gaetano Gandolfi, della toscana: Stefano Della Bella, della romana: Giulio Romano (scuola di), Carlo Marchionni e di quella napoletana: Luigi Vanvitelli, Domenico Mondo.

Particolare di un disegno di Andrea Appiani dalla collezione di Francesco Dubini (esposto in mostra, cat.75), dove sono visibili le sue note autografe, con la caratteristica frazione numerica corrispondente alle dimensioni del foglio

Particolare di un disegno di Andrea Appiani dalla collezione di Francesco Dubini (esposto in mostra, cat.75), dove sono visibili le sue note autografe, con la caratteristica frazione numerica corrispondente alle dimensioni del foglio

Le sale espositive presentano una panoramica delle varie scuole italiane dal Cinquecento all’ Ottocento, a partire dalla più documentata, quella lombarda fino alla napoletana e a qualche esempio di scuola francese. La scuola lombarda presenta una splendida prova del grande Cerano, il bozzetto per il dipinto del Museo Civico Malaspina di Pavia (anch’esso esposto in mostra), che, per vigoria di segno e di vibrazioni luministiche, non è di minor effetto del suo corrispondente pittorico. Di Andrea Appiani (“premier peintre” di Napoleone in Italia), si espongono numerosi studi preparatori per particolari della decorazione di Palazzo Reale, per gli affreschi di S. Maria presso S.Celso a Milano per dipinti commissionati dal Viceré d’Italia Eugenio di Beauharnais. La scuola veneta offre numerosi e illustri esempi, come un doppio studio del rarissimo paesaggista collaboratore di Tiziano Domenico Campagnola, dove il foglio diviene contenitore di affascinanti appunti grafici apparentemente indipendenti fra loro. Un’altra interessante tipologia di disegni è rappresentata dai fogli appartenenti a un voluminoso album di studio dell’allievo di Giovan Battista Tiepolo Francesco Lorenzi, fedele specchio dell’intenso tirocinio grafico praticato dall’allievo sui disegni del grande maestro veneziano, mentre gli ariosi schizzi del vedutista e scenografo friulano Giuseppe Bernardino Bison sono quasi sempre libere invenzioni, solo episodicamente riutilizzate all’interno delle rappresentazioni pittoriche. Nell’ambito della scuola bolognese, lo studio di Bacco dell’inquietante pittore del ‘500 Amico Aspertini, inserisce su un muscoloso corpo nudo eseguito a memoria, una curiosa e piccola testa ritratta dal vero, mentre i due potenti studi di Gaetano Gandolfi, fedeli alla tradizione accademica dei Carracci, costituiscono i bozzetti finali a monocromo di due dipinti ora dispersi un intero piccolo taccuino di schermitori del fiorentino Stefano della Bella è forse pensato per una traduzione in incisione. Il disegno architettonico è illustrato dai fogli d’un album settecentesco di ambito fiorentino e da una ripresa di scuola del progetto di Giulio Romano per Villa Madama, mentre il disegno come studio per ritratto è documentato, nella sua versione ufficiale, dal volto di papa Clemente XI attribuibile alla scuola di Carlo Maratta e da un delizioso esempio di ritratto caricaturale a uso privato, opera del grande architetto romano Carlo Marchionni raffigurante l’amico e famoso pittore Pompeo Batoni. In campo napoletano il prezioso modellino grafico della medaglia commemorativa della costruzione della reggia di Caserta, opera dell’architetto Luigi Vanvitelli, documenta l’ampiezza della funzione progettuale del disegno. Infine la scuola francese offre un’ulteriore, interessante, tipologia di disegno con le cosiddette “teste di carattere”, raffinatissimi ritratti a sanguigna del Settecento, così delle accademie , come la bella Testa di ragazzo di Carl Vanloo, che fu dal 1762 “premier peintre du roi” Luigi XV. Altri disegni di illustri autori presenti in mostra ampliano la panoramica qui presentata, con fogli di Morazzone, Camillo Procaccini, Paolo Monaldi, Domenico Mondo, Giovan Battista Dell’Era, Domenico Induno. Dipinti di riferimento, opera di Cerano, Appiani, Bison, Monaldi Dell’Era, provenienti da collezioni pubbliche e private in Italia, affiancheranno i disegni, così da rendere più stimolante il percorso espositivo e rendere più esplicito il rapporto tra i vari stadi dell’invenzione grafica e l’immagine finale. Per completare la panoramica dei disegni esposti, viene presentato un aspetto che, pur caratterizzando quasi tutte le collezioni d’arte, solo ora sta venendo in luce sul piano critico e cioè una breve rassegna di falsi presenti nella collezione, l’individuazione di noti falsari del Novecento, come Federico Icilio Joni, già oggetto d’una mostra a Siena. Uno spazio del percorso espositivo è destinato alla didattica, e riguarda le tecniche, gli strumenti, come lo stilo, la matita, la penna, il pennello, i materiali come l’inchiostro, il carboncino, i pastelli, la biacca. Gli esempi sono scelti fra i disegni della stessa collezione Osio, che, data la sua estensione offre, sotto questi aspetti, un’ampia casistica.

Artista romano secondo quarto XVI secolo: copia da Giulio Romano Veduta dell’interno della loggia di Villa Madama matita, penna, inchiostro bruno acquarellato FN 14235

Artista romano secondo quarto XVI secolo: copia da Giulio RomanoVeduta dell’interno della loggia di Villa Madamamatita, penna, inchiostro bruno acquarellato

Domenico Campagnola (Venezia ante 1500 - Padova 1564)  Scena di Giudizio (recto) penna e inchiostro bruno

Domenico Campagnola (Venezia ante 1500 – Padova 1564)Scena di Giudizio (recto)penna e inchiostro bruno

Domenico Campagnola (Venezia ante 1500 - Padova 1564)  Studio di albero e di candelabra (verso) penna e inchiostro bruno

Domenico Campagnola (Venezia ante 1500 – Padova 1564)Studio di albero e di candelabra (verso) penna e inchiostro bruno

Icilio Federico Joni (Siena 1866 - 1946) Ritratto di giovane sanguigna

Icilio Federico Joni (Siena 1866 – 1946)Ritratto di giovanesanguigna

Gaetano Gandolfi (San Matteo della Decima, Bologna 1734 - Bologna 1802) Ercole incatena Cerbero alla presenza di Mercurio disegno preparatorio per il dipinto già Bologna, collezione privata matita, carboncino, sfumino, gessetto bianco su carta ocra

Gaetano Gandolfi (San Matteo della Decima, Bologna 1734 – Bologna 1802)Ercole incatena Cerbero alla presenza di Mercuriodisegno preparatorio per il dipinto già Bologna, collezione privatamatita, carboncino, sfumino, gessetto bianco su carta ocra

Gaetano Gandolfi (San Matteo della Decima, Bologna 1734 - Bologna 1802)  Prometeo ruba una scintilla al sole matita, carboncino, sfumino, gessetto bianco su carta ocra

Gaetano Gandolfi (San Matteo della Decima, Bologna 1734 – Bologna 1802)Prometeo ruba una scintilla al solematita, carboncino, sfumino, gessetto bianco su carta ocra

Roma 1700: Pier Leone Ghezzi ? (Roma 1674 -1755) Ritratto del pontefice Clemente XI Albani matita, sanguigna, tempera bianca (?)

Roma 1700: Pier Leone Ghezzi ? (Roma 1674 -1755)Ritratto del pontefice Clemente XI Albanimatita, sanguigna, tempera bianca (?)

Scuola francese fine XVIII - inizi XIX secolo  Testa di fanciulla sanguigna rossa e bruna

Scuola francese fine XVIII – inizi XIX secoloTesta di fanciullasanguigna rossa e bruna

Scuola francese fine XVIII - inizi XIX secolo Testa maschile sanguigna

Scuola francese fine XVIII – inizi XIX secoloTesta maschilesanguigna

Giovan Battista Dell’Era (Treviglio, Bergamo 1765 - Firenze 1799) Incontro di Giuseppe e Giacobbe matita, penna, inchiostro bruno e grigio acquarellato

Giovan Battista Dell’Era (Treviglio, Bergamo 1765 – Firenze 1799)Incontro di Giuseppe e Giacobbematita, penna, inchiostro bruno e grigio acquarellato

Giovan Battista Crespi detto il Cerano (Romagnano Sesia, Novara 1573 - Milano 1632) Il terzo cavaliere dell’Apocalisse matita, penna, inchiostro bruno acquarellato, lumeggiature a tempera (?) su carta grigio-verde

Giovan Battista Crespi detto il Cerano (Romagnano Sesia, Novara 1573 – Milano 1632)Il terzo cavaliere dell’Apocalissematita, penna, inchiostro bruno acquarellato, lumeggiature a tempera (?) su carta grigio-verde

Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone (Morazzone, Varese 1573 - Piacenza 1626?) Cristo deposto dalla croce sorretto dagli angeli e adorato da San Carlo Borromeo  penna, inchiostro bruno acquarellato, biacca su carta azzurra, quadrettata a matita

Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone (Morazzone, Varese 1573 – Piacenza 1626?)Cristo deposto dalla croce sorretto dagli angeli e adorato da San Carlo Borromeopenna, inchiostro bruno acquarellato, biacca su carta azzurra, quadrettata a matita

Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone (Morazzone, Varese 1573 - Piacenza 1626?) Cristo deposto dalla croce sorretto dagli angeli e adorato da San Carlo Borromeo  penna, inchiostro bruno acquarellato, biacca su carta azzurra, quadrettata a matita

Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone (Morazzone, Varese 1573 – Piacenza 1626?)Cristo deposto dalla croce sorretto dagli angeli e adorato da San Carlo Borromeopenna, inchiostro bruno acquarellato, biacca su carta azzurra, quadrettata a matita

Amico Aspertini (Bologna 1473/75 - 1552) Bacco seduto, volto di tre quarti verso destra col capo di profilo penna, pennello, inchiostro grigio e bruno acquarellato, ripassi posteriori a penna e inchiostro più scuro

Amico Aspertini (Bologna 1473/75 – 1552)Bacco seduto, volto di tre quarti verso destra col capo di profilopenna, pennello, inchiostro grigio e bruno acquarellato, ripassi posteriori a penna e inchiostro più scuro

aolo Monaldi (Roma 1710? - post 1779) Paesaggio con giocatori di morra  matita su carta preparata grigia

Paolo Monaldi (Roma 1710? – post 1779)Paesaggio con giocatori di morramatita su carta preparata grigia

Paolo Monaldi (Roma 1710? - post 1779) Paesaggio con contadini matita su carta preparata grigia

Paolo Monaldi (Roma 1710? – post 1779)Paesaggio con contadinimatita su carta preparata grigia

Carlo Marchionni (Roma 1702 - 1786) Studi di caricature  matita nera, penna, inchiostro nero e bruno acquarellato

Carlo Marchionni (Roma 1702 – 1786)Studi di caricaturematita nera, penna, inchiostro nero e bruno acquarellato

Camillo Procaccini (Bologna 1561 - Milano 1629) L’Annunciazione  disegno preparatorio per il dipinto nel Seminario di Venegono (Milano) sanguigna, parte destra su altro foglio incollato, come pure la figura della Vergine su un frammento, ritagliato e quadrettato

Camillo Procaccini (Bologna 1561 – Milano 1629)L’Annunciazionedisegno preparatorio per il dipinto nel Seminario di Venegono (Milano)sanguigna, parte destra su altro foglio incollato, come pure la figura della Vergine su un frammento, ritagliato e quadrettato

Francesco Lorenzi (Mazzurega,Verona 1723 -Verona 1787) Testa di orientale matita, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega,Verona 1723 -Verona 1787)Testa di orientalematita, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega, Verona 1723 -Verona 1787) Cleopatra  copia dal disegno di Giambattista o Giandomenico Tiepolo per un particolare dell’affresco con L’incontro tra Antonio e Cleopatra, Venezia, Palazzo Labia  matita, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega, Verona 1723 -Verona 1787)Cleopatracopia dal disegno di Giambattista o Giandomenico Tiepolo per un particolare dell’affresco con L’incontro tra Antonio e Cleopatra, Venezia, Palazzo Labiamatita, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega, Verona 1723 - Verona 1787)  Bambino Gesù copia da un disegno di Giandomenico Tiepolo tratto da un perduto disegno di Giambattista Tiepolo per il dipinto San Giuseppe e il Bambino Gesù, New Orleans, Museum of Art sanguigna, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega, Verona 1723 – Verona 1787)Bambino Gesùcopia da un disegno di Giandomenico Tiepolo tratto da un perduto disegno di Giambattista Tiepolo per il dipinto San Giuseppe e il Bambino Gesù, New Orleans, Museum of Artsanguigna, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega, Verona 1723 -Verona 1787) Studio di armatura copia dalla sesta stazione della Via Crucis dipinta da Giandomenico Tiepolo, Venezia, Oratorio del Crocefisso matita, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega, Verona 1723 -Verona 1787)Studio di armaturacopia dalla sesta stazione della Via Crucis dipinta da Giandomenico Tiepolo, Venezia, Oratorio del Crocefissomatita, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega,Verona 1723-Verona 1787) Testa di carnefice copia dalla sesta stazione della Via Crucis dipinta da Giandomenico Tiepolo, Venezia, Oratorio del Crocefisso matita, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega,Verona 1723-Verona 1787)Testa di carneficecopia dalla sesta stazione della Via Crucis dipinta da Giandomenico Tiepolo, Venezia, Oratorio del Crocefissomatita, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega, Verona 1723 -Verona 1787) Antonio copia dal disegno di Giambattista o Giandomenico Tiepolo per un particolare dell’affresco con L’incontro tra Antonio e Cleopatra, Venezia, Palazzo Labia  matita, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega, Verona 1723 -Verona 1787)Antoniocopia dal disegno di Giambattista o Giandomenico Tiepolo per un particolare dell’affresco con L’incontro tra Antonio e Cleopatra, Venezia, Palazzo Labiamatita, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega,Verona 1723 -Verona 1787) Testa di Vescovo (?) matita, gessetto bianco su carta azzurra

Francesco Lorenzi (Mazzurega,Verona 1723 -Verona 1787)Testa di Vescovo (?)matita, gessetto bianco su carta azzurra

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 - Milano 1844) Ercole  sanguigna

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 – Milano 1844)Ercolesanguigna

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 - Milano 1844) Viandanti al cospetto di un capitello  matita, penna, inchiostro bruno acquarellato

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 – Milano 1844)Viandanti al cospetto di un capitellomatita, penna, inchiostro bruno acquarellato

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 - Milano 1844) Cerere  carboncino e matita bianca su carta ocra

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 – Milano 1844)Cererecarboncino e matita bianca su carta ocra

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 - Milano 1844) Figure femminili con amorino (Venere e Amore dormiente) matita, penna, inchiostro bruno acquarellato

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 – Milano 1844)Figure femminili con amorino (Venere e Amore dormiente)matita, penna, inchiostro bruno acquarellato

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 - Milano 1844) Teste di fanciulle Carboncino

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 – Milano 1844)Teste di fanciulleCarboncino

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 - Milano 1844) Studio di decorazione tracce di matita, penna, inchiostro bruno e nero, acquarelli policromi

Giuseppe Bernardino Bison (Palmanova, Udine 1762 – Milano 1844)Studio di decorazionetracce di matita, penna, inchiostro bruno e nero, acquarelli policromi

Domenico Induno (Milano 1815 - 1878) Figura maschile (recto) carboncino, gessetto bianco su carta ocra

Domenico Induno (Milano 1815 – 1878)Figura maschile (recto)carboncino, gessetto bianco su carta ocra

Domenico Induno (Milano 1815 - 1878) Studi di soldati e figure maschili (verso) carboncino, gessetto bianco su carta ocra

Domenico Induno (Milano 1815 – 1878)Studi di soldati e figure maschili (verso)carboncino, gessetto bianco su carta ocra

Luigi Vanvitelli (Napoli 1700 - Caserta 1773) La Reggia di Caserta disegno preparatorio per la medaglia celebrativa della costruzione della Reggia di Caserta (1751) matita, penna, inchiostro nero acquarellato grigio

Luigi Vanvitelli (Napoli 1700 – Caserta 1773)La Reggia di Casertadisegno preparatorio per la medaglia celebrativa della costruzione della Reggia di Caserta (1751)matita, penna, inchiostro nero acquarellato grigio

Carle Vanloo (Nizza 1705 - Parigi 1765) Testa di fanciullo vista di tre quarti  sanguigna

Carle Vanloo (Nizza 1705 – Parigi 1765)Testa di fanciullo vista di tre quartisanguigna

Andrea Appiani (Milano 1754 - 1817) Studio per l’Evangelista Matteo  per uno dei pennacchi della cupola della Chiesa di Santa Maria presso San Celso, Milano matita

Andrea Appiani (Milano 1754 – 1817)Studio per l’Evangelista Matteoper uno dei pennacchi della cupola della Chiesa di Santa Maria presso San Celso, Milanomatita

Andrea Appiani (Milano 1754 - 1817) Studio per l’Evangelista Marco  per uno dei pennacchi della cupola della Chiesa di Santa Maria presso San Celso, Milano matita

Andrea Appiani (Milano 1754 – 1817)Studio per l’Evangelista Marcoper uno dei pennacchi della cupola della Chiesa di Santa Maria presso San Celso, Milanomatita

Andrea Appiani (Milano 1754 - 1817) Figura femminile nuda studio per una delle tre Grazie nel dipinto La toeletta di Giunone, Brescia, Musei Civici, Pinacoteca Tosio Martinengo matita e gessetto bianco su carta preparata ocra

Andrea Appiani (Milano 1754 – 1817)Figura femminile nudastudio per una delle tre Grazie nel dipinto La toeletta di Giunone, Brescia, Musei Civici, Pinacoteca Tosio Martinengomatita e gessetto bianco su carta preparata ocra

Giovan Battista Dell’Era (Treviglio, Bergamo 1765 - Firenze 1799) disegno preparatorio per il dipinto Il ratto di Ganimede matita a grafite, penna inchiostro bruno acquerellato, biacca

Giovan Battista Dell’Era (Treviglio, Bergamo 1765 – Firenze 1799)disegno preparatorio per il dipinto Il ratto di Ganimedematita a grafite, penna inchiostro bruno acquerellato, biacca

Giovan Battista Dell’Era (Treviglio, Bergamo 1765 - Firenze 1799) disegno preparatorio per il dipinto Narciso alla fonte matita nera, penna inchiostro bruno acquerellato, biacca

Giovan Battista Dell’Era (Treviglio, Bergamo 1765 – Firenze 1799)disegno preparatorio per il dipinto Narciso alla fontematita nera, penna inchiostro bruno acquerellato, biacca

Domenico Mondo (Capodrise, Caserta 1723 - Napoli 1806) Giuseppe e la moglie di Putifarre penna, inchiostro grigio acquarellato

Domenico Mondo (Capodrise, Caserta 1723 – Napoli 1806)Giuseppe e la moglie di Putifarrepenna, inchiostro grigio acquarellato

Stefano Della Bella e scuola toscana prima metà XVII secolo (Firenze 1610 - 1664) Studio di spadaccini penna, inchiostro bruno e marrone

Stefano Della Bella e scuola toscana prima metà XVII secolo (Firenze 1610 – 1664)Studio di spadaccinipenna, inchiostro bruno e marrone

Stefano Della Bella (Firenze 1610 - 1664) Duello al fioretto penna e inchiostro bruno

Stefano Della Bella (Firenze 1610 – 1664)Duello al fiorettopenna e inchiostro bruno