Giambattista Piranesi

matrici incise

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Roma, Calcografia

dal 9 Giugno al 17 Luglio 2010

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In occasione dei 35 anni dalla fondazione dell’Istituto Nazionale per la Grafica si inaugura la mostra di una selezione dei rami incisi da Giambattista Piranesi (Venezia 1720 – Roma 1778) dopo il suo arrivo a Roma nel 1740, solo una piccola parte delle 1191 matrici possedute dalla Calcografia Piranesi, uno dei fondi più prestigiosi dell’Istituto Nazionale per la Grafica. Con questa scelta si presenta il lavoro svolto dall’Istituto nell’ambito di Progetto Piranesi, programma che ha un duplice obiettivo: operare una revisione dei rami che comprenda il restauro e l’analisi diagnostica dell’inciso, che oggi si serve delle nuove metodologie d’indagine del Laboratorio diagnostico per le matrici, e fornire agli studiosi di Piranesi uno strumento che consenta ulteriori approfondimenti riguardo al suo modo di lavorare, alla storia della sua collezione personale, ai successivi interventi di suo figlio Francesco e non ultimo, al ruolo svolto dalla famosa bottega a Palazzo Tomati in via Sistina. Dati che però saranno confrontabili solo alla fine del lavoro di analisi dell’intera opera, prevista per il 2020, anno del terzo centenario della nascita dell’artista. La Calcografia Piranesi, che conta al suo interno 964 matrici autografe, è stata considerata una collezione di pregio sino dal suo arrivo a Civitavecchia, il 5 marzo 1839, a bordo del vapore Maria Antonietta proveniente da Marsiglia. Come ci informa un documento doganale le casse furono caricate su quattro carri: “rami da condurre in Roma alla Calcografia Camerale in Fontana di Trevi…”, secondo le disposizioni del cardinale tesoriere Antonio Tosti che aveva condotto l’acquisto dalla famosa stamperia parigina dei Firmin Didot, per conto di papa Gregorio XVI. Il papa riportava così in Italia l’intera collezione di matrici che Francesco, figlio di Piranesi, nel 1799 aveva trasferito a Parigi, costretto a partire per aver preso parte agli avvenimenti della Repubblica Romana. La mostra costituisce anche un’occasione per far conoscere le matrici originali di un incisore che ha contribuito a diffondere una nuova immagine di Roma, e si pone l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla complessa materia legata alla realizzazione della stampa, ottenuta in questo caso con l’acquaforte e un sapiente uso del bulino. Sono presentati alcuni rami dalle serie Prima parte di Architetture, e Prospettive e di Alcune vedute di Archi Trionfali, le matrici della Caduta di Fetonte, rifiutate dallo stesso Piranesi che ne utilizzò il verso per incidervi due famose vedute di Roma, i quattro Grotteschi e l’intera serie delle Carceri che con la loro forte valenza visionaria hanno affascinato e ispirato romanzieri, artisti e registi già a cominciare dalla seconda metà del Settecento. In questa occasione è inoltre possibile confrontare direttamente, per la prima volta, le matrici delle Carceri con le stampe della prima edizione, molto rara, rilegata nel volume donato all’Accademia di San Luca dallo stesso Piranesi nel 1761, quando divenne accademico. La mostra si conclude con le matrici della serie dei Trofei di Ottaviano Augusto edita nel 1753, preludio all’opera monumentale delle Antichità Romane del 1756, che sarà oggetto del prossimo studio, e documenta quindi il lavoro svolto dall’artista veneziano tra il 1743 e il 1753, con la sola eccezione delle Carceri reincise nel 1761, periodo che vede l’arrivo di Piranesi a Roma e l’inizio del suo apprendistato come incisore e disegnatore di antichità e vedute. Le matrici realizzate in questi anni sono quasi interamente conservate in Istituto, a eccezione del rame della Real Villa dell’Ambrogiana, e di quelli delle Varie vedute di Roma Antica e moderna, assenza spiegabile in parte per il tipo di pubblicazione a cui erano destinati, ma anche per il fatto che si trattava di opere su commissione e quindi le matrici spesso restavano in possesso dell’editore o del committente. Potrebbe essere il caso infatti del rame in mostra della Topografia di Roma, inciso con Carlo Nolli, e di quelli della Pianta del corso del Tevere e sue adiacenze, giunti in Calcografia in tempi diversi in quanto non facevano parte della Calcografia Piranesi, probabilmente perché, essendo stati eseguiti su commissione, non erano di proprietà dell’artista. In mostra sono stati esposti anche alcuni rami acciaiati o cromati, per far conoscere questa procedura tecnica usata in Calcografia tra Ottocento e Novecento per poter consentire una più ampia tiratura delle matrici. Questo lavoro affronta quindi problematiche diverse – anche se strettamente correlate – rispetto allo studio delle stampe, che per natura sono un multiplo per eccellenza, e in questo senso vuole offrire un ulteriore strumento a chi studia il complesso fenomeno della grafica a stampa. Il lavoro svolto sulle prime novanta matrici di Piranesi è pubblicato nel volume Giambattista Piranesi Matrici incise 1743-1753, a cura di Ginevra Mariani per le Edizioni Gabriele Mazzotta. La mostra è stata realizzata con il contributo del Collegio Provinciale dei Geometri e dei Geometri Laureati di Roma, Presidente Marco D’Alesio. La mostra sarà inaugurata in coincidenza del XXII Convegno Internazionale dei Direttori delle Collezioni Grafiche (International Advisory Committee of Keepers of Public Collections of Graphic Art)

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Prima Parte di Architetture, e Prospettive – Archi Trionfali

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Grotteschi – La caduta di Fetonte

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Carceri

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 Trofei di Ottaviano Augusto

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Sede della mostra Roma, Calcografia, Via della Stamperia, 6

Date 9 Giugno – 17 Luglio 2010

Apertura al pubblico tutti i giorni 10.00 – 19.00 chiuso: lunedì e domenica e 29 giugno

Ingresso gratuito

Informazioni tel +39 06.69980242 06 69980257

Ufficio Stampa Marcella Ghio tel. 06 69980238 – 3356821996

Relazioni Esterne Rita Parma tel. 06 69980238 – 3356821996

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