Imago Ordinis Minimorum

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Presentazione dell’Opera

 Imago Ordinis Minimorum

La magia delle incisioni

Antiche stampe da matrici di rame e di legno dei Conventi dei Padri Minimi

1525-1870

del prof. mons. Pietro Amato

Martedì 4 marzo alle ore 17,30

Interverranno:

Serenita Papaldo – Direttore dell’Istituto Nazionale per la Grafica

Antonio Paolucci -Direttore Musei Vaticani

Conclude l’Autore

 

Determinare l’importanza dell’incisione come mezzo di diffusione di stili e di e-spressioni figurative è un lavoro che in questi ultimi anni ha impegnato non pochi ricer-catori, che hanno trovato in questi modelli grafici il punto d’ispirazione di molti artisti, in maggioranza pittori.

Curiosamente, non si è data ancora alcuna rilevanza e impegno di studio al valore della comunicazione di messaggi e di idee, che costituiscono il tessuto storico della cul-tura immateriale che ha dato origine ai beni culturali materiali.

Le incisioni, sciolte o articolate come sequenze cinematografiche, appartengono alle testimonianze veicolanti di immagini, la cui natura non è mai neutra nei contenuti. Messaggi che passano attraverso il travaglio di più operatori, che vanno dal committente, impegnato a comunicare, all’inventore (invenit), chiamato a creare il visivo dell’idea, dal disegnatore (delineavit) che riprende, all’incisore (sculpsit) che imprime e diffonde.

Diffusione che intende raggiungere obiettivi talora ben precisi, quali l’informazione, la conoscenza, la memoria, l’emozione. Per la produzione religiosa, an-che la sana dottrina, la devozione e l’incoraggiamento ad una vita più qualificata per lo spirito. Sono immagini che registrano la risposta ai bisogni dell’uomo e della comunità.

Di qui si fa stringente la necessità di un’indagine più adeguata e corrispondente a una storia positiva che dichiari le motivazioni della creazione, illumini l’interpretazione dei temi, descriva il cammino delle idee e la conseguente loro accettazione o ripulsa.

Questo catalogo è una prima esplorazione della vasta produzione grafica prodotta dai figli spirituali di san Francesco di Paola, che dedicarono al Fondatore la maggior parte delle loro stampe. Il Ritratto, diffuso nell’Europa cristiana, risulta, diversamente da quanto si credeva finora, un’opera romana, fissata e stabilita in occasione della cano-nizzazione (1519) sotto il pontefice Leone X de’ Medici (1513-1521). Così pure lo stemma dell’Ordine, il Charitas, che fu assegnato da Paride De Grassi, Prefetto delle Cerimonie Pontificie, prendendolo dall’arme di Roma. La figura del Paolano si evolve al pari dell’Ordine, e trovano nella Carità alimento di vita e impulsi alla crescita della Legenda Aurea.

Lo scorrere delle stampe lungo i secoli segnano un percorso fantastico, che merita i tempi dell’attenzione e della riflessione. I tempi dello studio e della verifica contestua-le.

I tre volumi costituiscono il catalogo della mostra “Imago Ordinis Minimorum. La magia delle incisioni. 1525-1870. Antiche stampe su rame e su legno dei Conventi dei Padri Minimi” (Paola (CS), Santuario di San Francesco di Paola, Sala delle Esposi-zioni, 10 giugno-29 settembre 2007), manifestazione svoltasi nell’ambito delle celebra-zioni organizzate dall’Ordine dei Minimi per il V Centenario della morte di San France-sco di Paola.

La maggior parte delle stampe in studio sono complementi ornamentali dei libri, dei quali sono state pubblicate tutte le immagini (oltre mille fotografie). Tutti i libri e alcune incisioni sciolte, provengono dalle biblioteche dei conventi dell’Ordine.

Il piano dell’opera

Inizia con i saggi introduttivi, che puntualizzano Il ruolo delle incisioni nella sto-ria contestuale, inserendo in tale ottica l’effigie di san Francesco di Paola e dei suoi fi-gli spirituali. Seguono le Schede umanistiche ragionate. Umanistiche perché uniscono ai dati materiali e all’aspetto formale, la lettura iconografica dell’immagine collocando-la nel contesto storico in cui è stata creata. Questo insieme di schede, che formano il ca-talogo, sono divise in tre sezioni, le medesime in cui è stata allestita la mostra:

Sezione I. Vita et Miracula Sancti Francisci de Paula

Sezione II. Arbor Religionis Sancti Francisci de Paula

Sezione III. Una raccolta di matrici in rame (1622- ca. 1928)

Le prime due sezioni sono state suddivise a loro volta in ordine cronologico: il Cinquecento, il Seicento, il Settecento, l’Ottocento.

Si conclude con le Schede biografiche. Inventori, Incisori e Disegnatori, i Riferi-menti bibliografici e gli Indici delle biografie e dei primi due volumi.

Il Volume I contiene i saggi introduttivi, e delle Schede umanistiche ragionate, la Sezione I, cioè l’iconografia di san Francesco di Paola, le scene della vita e i miracoli da lui compiuti, dal Cinquecento fino a tutto il Seicento.

Il Volume II, riprende la Sezione I con il Settecento fino all’Ottocento, e si con-clude con le schede delle altre due sezioni. La sezione II, quindi è dedicata a coloro che hanno dato e danno onore all’Ordine attraverso la conoscenza della loro santità di vita. Mentre la sezione delle matrici, la III, include sia le raffigurazioni incise in lastre di ra-me su san Francesco che i ritratti dei religiosi e delle religiose appartenenti all’Ordine.

Il Volume III, contiene i cosiddetti ‘apparati’: la raccolta biografica degli incisori (difficili a reperirsi) e di alcuni stampatori, per fare conoscere l’ambiente storico-artistico e sociale in cui si muovevano; i riferimenti bibliografici; l’elenco degli artisti e gli indici del I e del II volume.

Graficamente i titoli delle sezioni e i diversi secoli, sono ben distinti con l’ausilio di immagini velate a piena pagina e scritti entro una striscia di colore rosso; sono altresì riportati, in piccolo e sempre di colore rosso, anche in ogni pagina, in alto a destra o a sinistra, secondo il retro o il verso della pagina.

Le Schede umanistiche ragionate del catalogo, sono numerate a seguire per ogni sezione, indipendentemente del secolo a cui appartengano.

Come è accennato prima e nelle Avvertenze (pubblicate all’inizio del capitolo), lo studio è focalizzato sulle incisioni, moltissime illustrazioni di libri. Di questi ultimi per-ciò è omessa la descrizione materiale scientifica, ma in compenso è stato riportato per intero il frontespizio (anche fotografato), seguito da brevi notizie, quando è stato possi-bile, sull’autore della pubblicazione e notazioni storiche che riguardano il contenuto del libro, sì da collegarlo alle illustrazioni che lo commentano.

Tra le molteplici immagini che vi compaiono nell’indagine non può sfuggire un’icona sorta dai Minimi, dedicata alla Madre di Dio Regina Minimorum, Regina dei Minimi. L’iconografia è nuova, inedita, straordinaria. La Vergine Madre, dal capo co-ronato, ha due attributi: il Figlio (maternità divina) e il giglio (simbolo della purezza verginale). Il Divino Infante ne porta altri due: regge la corona nella mano destra per porla sul capo di ogni ‘minimo’ e sostiene nell’altra mano la palma del martino, Lui che è il primo Martire e il protomartire dei Minimi.

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Per ulteriori informazioni:

Sede della presentazione

Martedì 4 marzo ore 17,30 – Roma, Palazzo Poli – Via Poli, 54

Informazioni tel. +39 06 69980242

Comunicazioni e relazioni esterne

Rita Parma con Silvana Leone, e relazioni esterne tel. +39 06 699880248 – rparma@beniculturali.it

Ufficio Stampa

Marcella Ghio, tel. +39 06 69980238 – 335 6821996 – mghio@beniculturali.it