La Commedia «sublime» di Bartolomeo Pinelli

L’Istituto Centrale per la Grafica conserva le 145 matrici originali incise da Bartolomeo Pinelli per illustrare la Divina Commedia di Dante. Le matrici, realizzate dall’artista romano tra il 1824 e il 1826, raffigurano gli episodi più significativi de l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, accompagnando le immagini con le terzine dantesche.

In collaborazione con la Società Dante Alighieri, l’Istituto Centrale per la Grafica promuove la riedizione  delle tavole dantesche di Pinelli. Tale edizione sarà accompagnata da una mostra itinerante delle matrici e delle stampe originali, in un percorso capace di restituire la poderosa fantasia delle invenzioni, il tratto sicuro e vigoroso, l’intelligente interpretazione della poesia dantesca.

La Divina Commedia pinelliana ottenne subito una grande fortuna critica, anche se non ebbe, di converso, una adeguata diffusione. Essa testimonia la capacità dell’artista di misurarsi con temi colti e letterari, e la sua aspirazione a superare quei soggetti popolareschi e vernacolari che gli avevano fatto raggiungere la notorietà.

L’opera è ricordata, tra l’altro, con entusiasta ammirazione da Costanza Monti Perticari, figlia di Vincenzo Monti e moglie di Giulio Perticari, poetessa e appassionata studiosa di Dante che ne loda «quella semplicità  sublime». Tutta la Commedia dimostra come Pinelli abbia «sentito il bello col cuore, prima anche di averlo studiato con la mente».