fotografie in collezione

 

15 dicembre 2017 – 7 gennaio 2018

Nell’ambito delle giornate dedicate alla manifestazione “Passeggiate fotografiche romane” (15-16-17 dicembre 2017), sostenuta dal programma del MiBACT per la promozione e la valorizzazione della fotografia in Italia, l’Istituto centrale per la grafica presenta la mostra: Fotografie in collezione.

La mostra, organizzata e curata dal Dipartimento di fotografia dell’Istituto, costituisce una sorta di “visita guidata” al patrimonio fotografico acquisito nel corso degli ultimi quaranta  anni (dalla fondazione dell’Istituto stesso, nel 1975, ad oggi), con lo scopo di mettere a fuoco le motivazioni, le modalità e le peculiarità che hanno sostenuto nel tempo le scelte collezionistiche dell’Istituto centrale per la grafica nei confronti dei diversi generi e linguaggi fotografici, sia storici che contemporanei.

Il progetto intende invitare il pubblico a una riflessione sull’importanza e sui valori espressi dal patrimonio conservato e a una maggiore attenzione verso il settore della cultura fotografica, un’area della creatività, della documentazione e della comunicazione sempre più vitale e determinante per le relazioni e la conoscenza del mondo contemporaneo. Partendo dalla considerazione dei tre ambiti di intervento del progetto ministeriale di valorizzazione del patrimonio fotografico (memoria / identità / futuro), la mostra è articolata in tre sezioni, attraverso le quali – in una sintesi offerta da alcune delle opere particolarmente significative e rappresentative delle collezioni – ripensare al nostro passato e riflettere sulla costruzione della memoria della collettività (lo sguardo storico), identificare la missione e la specificità dell’istituzione museale (lo sguardo interno), individuare e proiettare verso ulteriori prospettive le potenzialità dei linguaggi fotografici (lo sguardo aperto).

In ogni sezione saranno presentate opere di vari autori e di diverse epoche, per suggerire i tre approcci proposti e per una comprensione generale della costituzione, del profilo e della coerenza della collezione nei confronti della storia dell’Istituto e della sua specifica missione museale. Attraverso la presentazione di circa 60 opere, realizzate da una quindicina di autori, si potranno apprezzare inoltre le molteplici valenze della fotografia, le sue relazioni con gli altri linguaggi visivi, le sue infinite possibilità e le diverse modalità di interrogare, documentare e interpretare realtà, contesti, istanze sociali, culturali, artistiche e scientifiche.

In mostra saranno esposte opere originali di William Henry Fox Talbot, dello Studio Vasari, di Adolphe Braun, Filippo Rocci, Gustavo Bonaventura, Francesco Paolo Michetti, Adolphe Hirémy-Hirschl, Luigi Veronesi, Luigi Ghirri, Paolo Gioli, Mario Cresci, Claudio Abate, Luca Maria Patella, Letizia Battaglia, Paola Agosti, Giovanna Borgese, Paolo Ventura.

Completa il pecorso espositivo una presentazione della “Biblioteca di fotografia MiragliaBossaglia”, recentemente donata all’istituto da Marina Miraglia e Roberto Bossaglia che, nel corso della loro lunga carriera professionale, hanno costituito una rara e preziosa raccolta di volumi e documenti di interesse artistico-fotografico, di notevole importanza per lo studio e la ricerca nei diversi ambiti disciplinari afferenti alla cultura fotografica, sia storica che contemporanea.

L’esposizione potrà essere visitata, in particolare, alla presenza della curatrice, nella mattinata di sabato 16 dicembre 2017 (ore 10,00), nell’ambito del percorso cittadino “dal Vittoriano al Ghetto”, dedicato alla passeggiata nel centro di Roma, che focalizza l’attenzione proprio sul tema del collezionismo fotografico pubblico e privato, dalle fotografie delle origini a quelle contemporanee, da quelle anonime a quelle dei grandi nomi della Storia.

 

 

Sede dell’evento  Roma, Palazzo Poli (Fontana di Trevi), via Poli, 54

Inaugurazione 15 dicembre 2017 ore 14,00

Date 15 dicembre 2017 – 7 gennaio 2018

Apertura al pubblico  –

15 dicembre 2017 ore 14,00 – 19,00

16 e 17 dicembre ore 10,00 – 19,00

dal 20 dicembre 2017 ore 14,00 – 19,00 mercoledì – domenica (ultimo ingresso ore 18.30)

Aperture straordinarie al pubblico  –

Ulteriori aperture straordinarie saranno comunicate su queste pagine

Ingresso libero

Non è possibile accedere all’Istituto con bagagli, zaini e borse di grandi dimensioni. Non sono disponibili armadietti o guardaroba.

Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione Istituto Centrale per la Grafica Angelina Travaglini  con la collaborazione di  Roberta Ricci tel. 06 69980238

 

Fotografie

fotografie

La fotografia può senza dubbio essere considerata l’erede dell’incisione, poiché è anch’essa mezzo tecnico-artistico di riproduzione delle immagini: ne condivide le funzioni divulgative o artistiche e ne prende in prestito le finalità e modalità operative.
Non stupisce quindi che nell’Istituto Nazionale per la Grafica trovi un posto di rilievo un settore dedicato alla fotografia, la cui fondazione risale al 1975, anno della creazione dell’Istituto. Sin dall’inizio il settore ha avuto come obiettivo quello di recuperare quelle opere che permettessero di ricostruire a grandi linee la storia della fotografia stessa, sia come strumento comunicativo ed espressivo che storico-documentaristico.
Il nucleo originario della raccolta fotografica dell’ING è costituito da un gruppo di stampe fotografiche degli anni Settanta dell’Ottocento provenienti dalla allora Regia Calcografia: tali copie, che rappresentano importanti dipinti e affreschi del Rinascimento e Classicismo romano, erano indispensabili al lavoro degli incisori “di traduzione”, i quali le tenevano come modello per i lavori commissionati loro dalla Calcografia.
Fotografie di intento principalmente documentaristico sono anche quelle del fondo dello Studio Vasari, attivo a Roma dal 1870, rappresentanti principalmente panorami cittadini.
Importante ai fini didattici è stato il recupero dei materiali storici delle origini come dagherrotipi, ambrotipi, ferrocromie.
Sul versante delle potenzialità linguistiche del mezzo fotografico, l’Istituto possiede diversi fondi (soprattutto del primo Novecento) di artisti come Duilio Cambellotti, Adolf Hiremy Hirschl, Luigi di Sarro e Francesco Paolo Michetti.
Sempre del periodo tra XIX e XX secolo sono presenti sia le tendenze pittorialiste, nel fondo di Gustavo Bonaventura, sia alcuni importanti rappresentanti della fotografia amatoriale, con i fondi di Filippo Rocci e Federico Peliti.
Dal 1985 l’Istituto ha incrementato progressivamente le collezioni di fotografia contemporanea, con opere di molti fotografi italiani (da Ghirri a Iodice, da Gioli a Cresci) e di un buon numero di autori stranieri (Siskind, Parr, Klein e altri), che documentano ampiamente l’evoluzione del linguaggio fotografico dal secondo dopoguerra ad oggi.