Marina Bindella. L’opera grafica 1988 – 2018

28 novembre 2018 – 31 gennaio 2019

 

L’Istituto centrale per la grafica, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma, presenta la mostra Marina Bindella. L’opera grafica 1988-2018 a cura di Claudio Zambianchi e Antonella Renzitti. La mostra, che presenta una sessantina di opere di Marina Bindella, pittrice e xilografa nata a Perugia nel 1957, copre un trentennio di lavoro ed è dedicata prevalentemente all’opera grafica dell’artista, con qualche disegno, acquerello o pittura che servono come mera evidenza delle ulteriori avventure di segni nati in prima battuta come segni grafici. L’incisione sin dagli inizi ha costituito infatti per Bindella il laboratorio dove collaudare, controllare e filtrare il resto dell’attività creativa grazie alla qualità indiretta, riflessiva della grafica, frutto di un procedimento analitico volto a individuare le modalità sempre variate attraverso le quali il segno filtra la luce del bianco della carta: una pratica artistica che solo alla fine, attraverso la stampa, si traduce in una forma adatta alla lettura. Di qui la decisione di ordinare la mostra non in base al rispetto di una cronologia, ma secondo tre «famiglie» di segni («biomorfe», «filigrane» e «incroci»): la divisione non ha valenza rigidamente tassonomica, ma rende possibile organizzare i frutti di un lavoro che procede ogni giorno per invenzioni e varianti, dove la pazienza e l’immaginazione, l’artigianato e la cultura, si incontrano in momenti di intensa qualità poetica. Tra le opere esposte anche una selezione di fogli e libri d’artista che l’autrice ha voluto donare all’Istituto, arricchendone le collezioni contemporanee.

I curatori scientifici del progetto espositivo e del catalogo sono Claudio Zambianchi docente di Storia dell’arte contemporanea dell’Università La Sapienza e Antonella Renzitti, responsabile del Dipartimento del contemporaneo dell’Istituto.

Durante il periodo di apertura della mostra saranno attivati laboratori didattici, ideati con l’artista e coordinati dal Servizio educativo dell’Istituto, che vedranno coinvolti studenti dell’Accademia e dell’Università.

La mostra sarà corredata da una pubblicazione edita da Campisano Editore con testi di Claudio Zambianchi, Antonella Renzitti, Jolanda Nigro Covre, Daniela Fonti, Carlo Lorenzetti, Beatrice Peria e Ilaria Schiaffini.

 

La mostra fa parte della rassegna Grafica Femminile Singolare. Iniziata da Maria Antonella Fusco, Dirigente dell’Istituto centrale per la grafica, nella simbolica data dell’8 marzo 2012, la rassegna consente al pubblico di conoscere lo sguardo delle donne, sia esso espressione artistica o lettura critica.

Con il patrocinio di

 

 

 

Marina Bindella, dopo la maturità classica, si laurea in Lettere (storia dell’arte) all’Università la Sapienza di Roma. Nel 1980 realizza la prima mostra personale. Nel 1986 si diploma in Incisione presso la Scuola delle Arti Ornamentali di S. Giacomo. Nel 1987, lavorando sulla tesi per la specializzazione universitaria, studia l’incisione polacca su cui scriverà in varie occasioni: comincia così una serie di pubblicazioni sui temi della grafica. Nella prima metà degli anni ’90 frequenta artisti significativi dell’area dell’astrazione, fra cui Guido Strazza, Carlo Lorenzetti, Enrico Della Torre, Giulia Napoleone, con i quali stabilisce rapporti di collaborazione, mentre il suo lavoro si concentra sulla xilografia. Partecipa alle più importanti rassegne internazionali di grafica, ottenendo vari premi e riconoscimenti. Nel 1993 pubblica Il Poema della Montagna di Marina Cvetaeva con Il Buon Tempo di Milano. Del 1997 è la prima di una serie di personali presso la galleria tedesca Monika Hoffmann di Paderborn, con cui realizza le due edizioni Schnitte e Ombre Rose Ombre di Ingeborg Bachmann. La collaborazione con le più importanti private presses italiane rappresenta un aspetto importante del suo lavoro nel corso degli anni. Nel 1998 lo Städtisches Kunstmuseum Spendhaus di Reutlingen, il Rheinisches Landesmuseum di Bonn e la Sächsische Landesbibliothek di Dresda acquistano diverse xilografie; l’anno seguente la BNL di Roma acquista la matrice e la tiratura di un’incisione. Nel 1999 tiene una mostra di xilografie alla Biblioteca Sormani di Milano, con presentazione di Giovanni Accame e riceve il premio della giuria al XIV Premio Internazionale Biella per l’Incisione. Nel 2000 le viene assegnato il Premio della Triennale, alla III International Print Triennial del Cairo. E’del 2004 la mostra di acquerelli, disegni a china e grafiche Marina Bindella- Partitura Inquieta, presso la galleria Il Bulino, con presentazioni in catalogo di Guido Strazza e Giuseppe Appella.  Nel 2006 Tiziana D’Acchille cura la doppia personale Strazza/Bindella-incisioni, alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Ciampino (RM), con presentazioni di Rosalba Zuccaro e Claudio Zambianchi; nello stesso anno realizza una mostra alla Galerie Wégimont di Soumagne, Liegi. Nel 2007, su invito di Gianni Baretta, espone al Triangolo Nero e al Gabinetto delle Stampe di Alessandria, che acquisisce una donazione di 15 xilografie. Nel 2009 tiene una personale alla Galleria Il Salice di Locarno e pubblica per le edizioni Ampersand di Alessandro Zanella il volume Poesie Verticali, con poesie di Maria Luisa Spaziani. Nel 2010, espone i nuovi lavori – olio e graffito su tavola – nella mostra Luce d’altura, alla galleria Ricerca d’Arte di Roma, con presentazioni in catalogo di Jolanda Nigro Covre e di Ilaria Schiaffini. Nel 2011 il Museo della Slesia di Katowice acquisisce 2 grandi xilografie. Fra il 2012 e il 2013 realizza il libro La Stella lei lo sa, con una poesia di Patrizia Cavalli e m2, con una poesia di Valerio Magrelli, dedicato alla memoria di Alessandro Zanella. Nel 2013 inaugura una sua installazione realizzata per la Sala Ristorazione del Policlinico di Tor Vergata, presentata in catalogo da Arianna Mercanti e tiene la mostra Corpi Celesti alla galleria Porta Latina, per la cura di Tiziana D’Acchille. Nel 2015 tiene  una personale al MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma, curata da Ilaria Schiaffini e Claudio Zambianchi. Nel 2016 è invitata da Christiane Baumgartner alla International Print Biennale di Newcastle. Nel 2017 espone le xilografie della sua donazione in una mostra al Museo di Castelvecchio di Verona e la nuova serie di disegni e tecnica mista su tavola àpeiron alla galleria Arte e Pensieri di Roma, presentata in catalogo da Daniela Fonti. Nel settembre dello stesso anno tiene la mostra Oceanografia e mais: obras de Marina Bindella all’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona. Insegna Xilografia all’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora.

Sede

  • Roma, Museo dell’Istituto centrale per la grafica, via della Stamperia 6

Inaugurazione 

  • 27 novembre 2018, ore 17.30. Museo dell’Istituto, via della Stamperia 6

Date di apertura della mostra

  • 28 novembre 2018-31 gennaio 2019

Giorni e orari 

  • lunedì – venerdì ore 9,00 – 19,00
  • sabato – domenica ore 9,00 – 14,00
  • chiuso il 25 dicembre 2018 e il 1° gennaio 2019

Aperture straordinarie 

Le aperture straordinarie al pubblico saranno comunicate su queste pagine

 

Ingresso libero

Non è possibile accedere all’Istituto con bagagli, zaini e borse di grandi dimensioni. Non sono disponibili armadietti o guardaroba

 

Aperture estive straordinarie 2018

 

11 luglio-22 settembre 2018

Mercoledì 11 luglio 2018, ore 19-22

Palazzo Poli, via Poli 54, presentazione della mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese“.

Interverranno:

  • Maria Antonella Fusco, Dirigente ICG
  • Francesco Rutelli, Coordinatore del Forum Culturale Italia-Cina
  • Wang Huaxiang, Direttore della facoltà di grafica dell’Accademia centrale di Pechino
  • Wang Shengwen, Presidente dell’Associazione degli artisti cinesi in Italia,
  • Paolo Laudisa (IAPA-Italia)

A seguire: Museo dell’Istituto, via della Stamperia 6, inaugurazione della mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese“.

 

Giovedì 19 luglio 2018, ore 19-22

Museo dell’Istituto, mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese“.

Ingresso alla Stamperia storica dell’Istituto

Orario: 19 e 20.30. Visita guidata e dimostrazione di stampa

Potranno partecipare alla visita non più di  20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità.

 

Giovedì 26 luglio 2018, ore 19-22

Museo dell’Istituto, mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese“.

Ingresso alla Stamperia storica dell’Istituto senza dimostrazione di stampa.

Potranno partecipare alla visita non più di  20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità.

 

Martedì 7 agosto 2018, 19-22

Museo dell’Istituto, mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese“. Nelle sale saranno presenti gli artisti Hou Ziyan e  Zhang Yiyuan per approfondire col pubblico la loro opera. La serata sarà anche l’occasione per raccontare la mostra, il cui titolo in lingua originale è “Vedere la pantera dal buco della serratura”, frase idiomatica che allude alla possibilità di riconoscere un insieme dal particolare, in questo caso la variegata molteplicità del linguaggio grafico cinese.

Ingresso alla Stamperia storica dell’Istituto 

Ore 19 e ore 20.30. Visita guidata e dimostrazione di stampa. Al pubblico verranno presentate le opere prodotte da Hou Ziyan, Zhang Yiyuan e da Yu Zheng in occasione delle due settimane di formazione e di laboratorio trascorse in Istituto (International Training Project).

Potranno partecipare alla visita non più di  20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità.

Si informa il gentile pubblico che i posti disponibili per entrambi i turni di visita sono terminati.

 

Giovedì 23 agosto 2018, 19-22

Museo dell’Istituto, mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese

Ore 19 e ore 20.30.  Visite guidate incentrate sulla “Storia del palazzo della Calcografia” e, a seguire, ingresso ai locali della Stamperia storica, senza dimostrazione di stampa. Al pubblico saranno illustrate alcune specifiche attività condotte dai laboratori tecnici dell’Istituto centrale per la grafica.

Potranno partecipare alla visita non più di  20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità.

 

Giovedì 6 settembre 2018, 19-22

Museo dell’Istituto, mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese

Ore 19 e ore 20.30. Introduzione all’Istituto centrale per la grafica e, a seguire, ingresso ai locali della Stamperia storica, senza dimostrazione di stampa. Al pubblico saranno illustrate le principali tecniche di stampa calcografica e alcuni antichi procedimenti di stampa fotografica.

Potranno partecipare alla visita non più di  20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità.

 


 

Prossima apertura con dimostrazione di stampa: sabato 22 Settembre – GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 

 

 

 

 

 

Sede

Roma, Museo e Stamperia storica dell’Istituto centrale per la grafica, via della Stamperia 6

Date

nel periodo 11 luglio – 22 settembre 2018 come da calendario riportato

Orario 

come da calendario riportato

Ingresso libero

Non è possibile accedere all’Istituto con bagagli, zaini e borse di grandi dimensioni. Non sono disponibili armadietti o guardaroba

 

Uno sguardo sulla grafica cinese

 

12 luglio-30 settembre 2018

 

L’Istituto centrale per la grafica ospita una mostra proposta dalla International Academic Printmaking Alliance (IAPA) dell’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino (CAFA, Central Academy of Fine Arts). Sono esposte le opere dei maggiori incisori cinesi contemporanei, insieme a una selezione di giovani artisti. Nelle sale del Museo dell’Istituto sono presentate sessantasette opere grafiche, come testimonianza di un grande fermento culturale che si sviluppa intorno all’incisione, linguaggio privilegiato nel dialogo interculturale. L’altissima qualità dei lavori proposti, ricchi di suggestioni oniriche o profondamente terreni, è affiancata a un grande rigore tecnico, sia nelle scelte più tradizionali, sia nelle sperimentazioni, rivelando in entrambi i casi autonomia estetica e grande capacità espressiva e poetica.

La mostra è a cura di Wang Huaxiang, Direttore della facoltà di grafica dell’Accademia centrale di Pechino, e di Wang Shengwen, Presidente dell’Associazione degli artisti cinesi in Italia.

Il catalogo, edito dall’Accademia Centrale di Pechino, è in cinese, italiano e inglese, con interventi di: Wang Huaxiang, Maria Antonella Fusco, Rita Bernini, Gabriella Bocconi.

 

Zhang Minije, Stage n. 1, litografia

 

Wang Mi, Maze, xilografia

 

Wang Weirong, Under the Riptide Part. 1, acquaforte

 

Cai Yuanhe, The Xinghe Academy, xilografia

 

Tang Chenghua, The Waking of Insects, mezzotinto

 

Wang Huaxiang, The Chaos after Marcel Duchamp, serigrafia

 

Zhou Jirong, Palace, tecnica mista

 

Liu Haichen, Portrait, monotipo

 

Liu Qiguang, Keep, Look, litografia

 

 

Sede

Roma, Museo dell’Istituto centrale per la grafica, via della Stamperia 6

Inaugurazione 

11 luglio 2018, ore 19.00. Palazzo Poli (Fontana di Trevi), via Poli 54

Date

12 luglio-30 settembre 2018

Giorni e orari di apertura

da lunedì a venerdì, 9.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.30); sabato 9.00-14.00

 

Aperture straordinarie al pubblico

5 agosto e 2 settembre (domenica), ore 9.00-14.00

19 e 26 luglio (giovedì), 7 agosto (martedì) e 23 agosto (giovedì), ore 09.00-22.00

22 settembre (sabato), ore 11.00-22.00, 23 settembre (domenica), ore 11.00-19.00

Ulteriori aperture straordinarie saranno comunicate su queste pagine

Ingresso libero

Non è possibile accedere all’Istituto con bagagli, zaini e borse di grandi dimensioni. Non sono disponibili armadietti o guardaroba

 

Francesco Casorati

9 maggio – 1 luglio 2018

Nell’ambito delle attività del Museo dell’Istituto centrale per la grafica, tese a valorizzare il patrimonio grafico delle collezioni con mostre temporanee, si presenta una selezione di una sessantina di fogli realizzati da Francesco Casorati (1934 – 2013) con tecniche di incisione calcografica dal 1952 al 1995. La retrospettiva, organizzata in occasione della donazione da parte dell’Archivio Casorati di 15 opere grafiche dell’artista torinese, testimonia il nostro compito istituzionale di promuovere e sostenere la grafica del Novecento, esponendo nel museo dell’Istituto opere che possono essere mostrate solo temporaneamente per motivi conservativi.

Per Francesco Casorati la grafica rappresentò un ambito parallelo e mai subalterno rispetto alla pittura. Uno dei più acuti interpreti della sua opera, Luigi Carluccio, notava anzi che le “esperienze dell’incisore a volte hanno sopravanzato o preceduto il lavoro di pittore”. In piena libertà e in dialogo con un contesto internazionale, Casorati esplorò tutte le potenzialità della grafica incisa, dedicandosi a molteplici sperimentazioni sui materiali, sulle modalità di morsura, sul segno e sul colore. Esemplari, in tal senso, le varianti, in sede di stampa, di “Battaglia” (1954) o le due versioni di “Battaglia dei tre cavalieri” (1957). Con la medesima libertà l’artista attraversò il periodo informale, rappresentato in mostra con fogli esposti nella sala personale alla Biennale di Venezia del 1962, e poi la fase vicina alla figurazione impegnata (“La casetta affumicata”, “L’albero e il treno”, entrambe del 1967), nella quale permane il carattere ludico e narrativo che sempre accompagnò il lavoro di Francesco Casorati. Negli anni Settanta si affaccia il tema, radicato nella specularità insita nella grafica a stampa, della gemellarità e della rifrazione dell’immagine, che prendono corpo in favolosi bestiari e vertiginosi labirinti grafici. Sarà la purezza assoluta del segno, la “scrittura” acquafortistica, a dominare l’ultima fase, in cui la sintesi non esclude raffinate e allusive, a tratti inquietanti, soluzioni espressive.

In mostra, precisa il curatore Franco Fanelli, sono sintetizzati “quarant’anni di lavoro in cui l’artista spaziò con estrema libertà su più opzioni. Per le acqueforti e le puntesecche con cui, l’artista esordì tra gli anni Cinquanta e Sessanta, si è non a torto citato il riferimento a Klee. Di certo la compresenza tra poesia e “ragione”, invocata e ricercata da Francesco Casorati, spiega il successivo percorso che si evolve negli anni Settanta verso un’affabulazione non naturalistica, nella quale emerge il magistrale impiego delle partiture “a piatto” e l’uso del segno come vettore scritturale”. La mostra comprende due gipsografie, alcune matrici calcografiche e rarissime prove uniche: un materiale che consente finalmente al visitatore di penetrare nell’affascinante e complesso modus operandi dell’artista.

La dirigente dell’Istituto centrale per la grafica Maria Antonella Fusco afferma che il Museo è in grado di gestire un ritmo di cinque – sei proposte per anno, tutte differenti e qualitativamente importanti. Il metodo seguito mi sembra quello dei cerchi nell’acqua: un allargamento all’infinito della conoscenza sulla grafica, in senso tecnico, cronologico, geografico”.

In catalogo testi di Maria Antonella Fusco e di Franco Fanelli. Completano il volume gli apparati bio-bibliografici e una ricca antologia critica a cura di Cristina Valota.

 

Francesco Casorati (Torino, 1934-2013), figlio di Felice Casorati e Daphne Maugham, anch’essa pittrice, esordisce nei primi anni Cinquanta tra i fondatori della rivista “Orsa minore”, mensile che accolse le sue prime linoleumgrafie. Del 1954 è la prima mostra personale, presso la Galleria del Sole a Milano. Nel 1956 partecipa per la rima volta alla Biennale di Venezia (vi tornerà nel 1962 con incisioni e litografie, presentato da Guido Ballo). Nel 1959 allestisce la sua prima personale a Torino, nella storica Galleria La Bussola. Negli anni Sessanta partecipa alle Biennali dell’incisione di Venezia, Varsavia, Budapest ed Alessandria d’Egitto: qui, nel 1961, ottiene il secondo premio. La sua opera è esposta e sostenuta, tra le altre gallerie, dalla Gian Ferrari di Milano, che nel 1967 cura l’edizione della prima monografia sull’opera grafica; nel ’73 pubblica, nelle edizioni Gian Alvise Salamon, il catalogo completo della sua opera grafica. Tra le numerose personali e antologiche, si ricordano quelle del 1974 al Salon Olivetti di Parigi, del 1982 a Palazzo Robellini di Acqui Terme, del 1985 a Palazzo dei Diamanti a Ferrara, del 1991 al Battistero di San Pietro ad Asti, del 2000 alla Sala Bolaffi di Torino e del 2003 al Palazzo dei Sette a Orvieto. Dal 1998 una sua installazione luminosa fa parte del progetto “Luci d’Artista a Torino”.

All’attività artistica Francesco Casorati affiancò con passione, dal 1960, quella didattica, prima al Liceo Artistico e, dal 1976, alla cattedra di Decorazione all’Accademia Albertina di Torino.

Sede dell’evento  Roma, Museo dell’Istituto, via della Stamperia, 6

Inaugurazione 8 maggio 2018 ore 17,00

Date 9 maggio – 1 luglio 2018

Apertura al pubblico  lunedì – venerdì  ore 9,00 – 19,00 (ultimo ingresso ore 18.30) – sabato ore 9,00 – 14,00

Aperture domenicali 9.00 – 14.00

20 maggio Festa dei musei

3 giugno Prima domenica del mese

1 luglio Prima domenica del mese

Aperture straordinarie al pubblico

Ulteriori aperture straordinarie saranno comunicate su queste pagine

Ingresso libero

Non è possibile accedere all’Istituto con bagagli, zaini e borse di grandi dimensioni. Non sono disponibili armadietti o guardaroba.

Ufficio Comunicazione Roberta Ricci  ic-gr.ufficiostampa@beniculturali.it

 

Stampe

incisioni

“Un dipinto canta o recita, una stampa racconta o discorre, ma un disegno si confessa, sussurra ….sovente con un timbro che sfugge a certe orecchie”

Frits Lugt, Rembrandt, ses èléves, ses imitateurs, ses copistes, Parigi 1933

Tra le maggiori a livello internazionale, la Collezione di stampe dell’Istituto Nazionale per la Grafica è rappresentativa di tutto il panorama incisorio europeo – in prevalenza calcografico, ma anche xilografico e litografico – dal sedicesimo secolo fino ai nostri giorni.
La Collezione delle stampe dell’ING ha origine da tre distinti fondi:
Fondo Corsini (57000 esemplari): comprende le stampe appartenenti alla Biblioteca Corsini (1732), di proprietà dell’Accademia Nazionale dei Lincei, nucleo originario della Collezione dell’Istituto. Si è chiuso nel 1895, con la nascita del Gabinetto disegni e stampe.
Fondo Nazionale (attualmente 54000 esemplari): annovera le stampe acquisite a partire dalla creazione del Gabinetto disegni e stampe. Contrariamente al Fondo Corsini, è in continua espansione.
Collezione della Calcografia (28000 stampe del campionario di vendita e 10000 donate o vendute): a questo gruppo appartengono tutte le stampe di proprietà della Calcografia ora confluite nell’Istituto Nazionale per la Grafica.
La stessa suddivisione è seguita anche dalla Collezione dei Disegni.

Tra le opere più antiche, all’interno di un discreto numero di rari fogli del quindicesimo secolo e dei primi del successivo, soprattutto di ambito veneto e toscano, trova posto la serie anonima di 38 bulini coi Profeti e le Sibille, quella dei 42 Tarocchi, le opere di Robetta, di Mantegna e della sua cerchia, di Giovanni Antonio da Brescia e del Pollaiolo.
Sono rappresentati anche tutti i massimi incisori italiani del Cinquecento: da Marcantonio Raimondi a Ugo da Carpi, da Agostino Veneziano a Marco Dente e Beatricetto, da Bonasone ai mantovani Scultori e Ghisi. Quasi completo è poi il corpus di opere di Dürer, tra le cui innumerevoli incisioni e xilografie si trovano L’Arco di trionfo e il Corteo dell’imperatore Massimiliano.
Tra le opere di incisori europei dell’epoca in Collezione, spiccano i volumi contenenti esemplari dei più celebri esponenti della scuola tedesca, fiamminga e olandese, tra i quali Schongauer, Luca di Leyda, Goltzius, Rembrandt e Van Ostade, nonché alcune centinaia di incisioni d’aprés Rubens. Altrettanto rappresentati i maggiori artisti francesi del Sei e Settecento, da Lorrain a Jacques Callot e i suoi imitatori, da Mellan e Silvestre fino a Watteau, Fragonard e al conte di Caylus. Del più grande incisore spagnolo, Goya, l’Istituto possiede le raccolte dei Capricci e dei Proverbi.
Per i fondi italiani del diciassettesimo e diciottesimo secolo si elencano ancora le centinaia di prove di Stefano della Bella, le acqueforti di Salvator Rosa e del Castiglione, i ritratti di Leoni, le composizioni di Mitelli, dei Tiepolo e le vedute di Visentini e Canaletto.
Un altro dei nuclei più consistenti è quello dedicato all’incisore settecentesco Francesco Bartolozzi che ammonta a oltre mille stampe. Non manca una sezione “romana” che comprende vedute e piante della Città eterna dal Cinquecento all’Ottocento, tra cui esemplari dello Speculum, incisioni di Falda, Specchi, Vasi e Piranesi.
Nel 1838 venne completato dalla Calcografia Camerale l’acquisto del corpus delle matrici di Giovan Battista Piranesi, completo di tutte le stampe rilegate in volumi; tali stampe appartengono a tirature tarde, ma pur sempre precedenti alla numerazione araba che venne incisa poi sulle lastre, e costituisce un evento a sé e di grande importanza per la storia dell’Istituto.
Di particolare interesse storico e didattico sono le stampe che testimoniano i diversi stati di lavorazione delle matrici calcografiche prodotte nel corso dell’Ottocento nella Calcografia, tra le quali spiccano quelle per la realizzazione della Danae di Porretti dal dipinto di Correggio (1874-1879).
Vi sono poi alcuni gruppi di stampe di provenienza omogenea, come quello acquisito nel 1933 dal Gabinetto delle Stampe, comprendente 36 volumi (di cui uno di disegni) appartenuti a Nicola Pio, noto conoscitore e collezionista romano, e il fondo Petrini, raccolta miscellanea di stampe in 13 volumi per lo più di iconografia sacra.
È cospicua la collezione di ex-libris e di araldica in massima parte del diciannovesimo secolo e del primo Novecento.
La maggioranza delle stampe non calcografiche hanno cominciato ad affluire in Collezione tra gli anni trenta e cinquanta del Novecento: le oltre 3400 opere realizzate con le diverse tecniche grafiche, dalla calcografia, alla xilografia alla litografia, rappresentano un vasto panorama di autori italiani. Vi sono nomi come De Carolis (del quale è stato acquisito un ulteriore fondo di 22 stampe nel 2006), Bartolini, Gulino, Cambellotti, Cisari, Viviani, Prencipe (di quest’ultimo sono state acquisite 68 stampe nel 2007 ), Bianchi Barriviera.
Uno tra i più importanti fondi grafica del Novecento per ricchezza, qualità e omogeneità delle opere (635 tra prove di stampe e stampe definitive e 101 disegni, oltre a 713 matrici) è quello donato da Renzo Romero, proprietario dell’omonima stamperia d’arte che operò a Roma tra gli anni sessanta e ottanta del Novecento.
Tale fondo ha permesso un arricchimento della documentazione del passaggio degli artisti romani astratti al neoinformale e alla transavanguardia: Afro, Capogrossi, Accardi, Scialoja, Melotti, Corpora, Dorazio, Mastroianni, Turcato, Perilli, Vedova, e altri; gli stessi artisti in parte ricorrono nel bel gruppo di 46 stampe tra calcografie, litografie e serigrafie, donate nel 1995 da Francesco Flores D’Arcais. La donazione nel 1995 da parte di Lorenzo Zichichi ha determinato il primo ingresso in Istituto di opere in grande formato realizzate direttamente con lastre molto ampie. La donazione di di Gian Tomaso Liverani (1997-1999) comprende la bella collana di perle di libri d’autore di artisti come Kounellis e Chia. Nelle collezioni sono presenti anche opere della galleria La Tartaruga e delle stamperie Bulla e 2RC di Roma, Upiglio di Milano, Squadro di Bologna, Masoero di Torino.