Aperture estive straordinarie 2018

 

11 luglio-22 settembre 2018

Mercoledì 11 luglio 2018, ore 19-22

Palazzo Poli, via Poli 54, presentazione della mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese“.

Interverranno:

  • Maria Antonella Fusco, Dirigente ICG
  • Francesco Rutelli, Coordinatore del Forum Culturale Italia-Cina
  • Wang Huaxiang, Direttore della facoltà di grafica dell’Accademia centrale di Pechino
  • Wang Shengwen, Presidente dell’Associazione degli artisti cinesi in Italia,
  • Paolo Laudisa (IAPA-Italia)

A seguire: Museo dell’Istituto, via della Stamperia 6, inaugurazione della mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese“.

 

Giovedì 19 luglio 2018, ore 19-22

Museo dell’Istituto, mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese“.

Ingresso alla Stamperia storica dell’Istituto

Orario: 19 e 20.30. Visita guidata e dimostrazione di stampa

Potranno partecipare alla visita non più di  20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità.

 

Giovedì 26 luglio 2018, ore 19-22

Museo dell’Istituto, mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese“.

Ingresso alla Stamperia storica dell’Istituto senza dimostrazione di stampa.

Potranno partecipare alla visita non più di  20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità.

 

Martedì 7 agosto 2018, 19-22

Museo dell’Istituto, mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese“. Nelle sale saranno presenti gli artisti Hou Ziyan e  Zhang Yiyuan per approfondire col pubblico la loro opera. La serata sarà anche l’occasione per raccontare la mostra, il cui titolo in lingua originale è “Vedere la pantera dal buco della serratura”, frase idiomatica che allude alla possibilità di riconoscere un insieme dal particolare, in questo caso la variegata molteplicità del linguaggio grafico cinese.

Ingresso alla Stamperia storica dell’Istituto 

Ore 19 e ore 20.30. Visita guidata e dimostrazione di stampa. Al pubblico verranno presentate le opere prodotte da Hou Ziyan, Zhang Yiyuan e da Yu Zheng in occasione delle due settimane di formazione e di laboratorio trascorse in Istituto (International Training Project).

Potranno partecipare alla visita non più di  20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità.

Si informa il gentile pubblico che i posti disponibili per entrambi i turni di visita sono terminati.

 

Giovedì 23 agosto 2018, 19-22

Museo dell’Istituto, mostra “Uno sguardo sulla grafica cinese

Ore 19 e ore 20.30.  Visite guidate incentrate sulla “Storia del palazzo della Calcografia” e, a seguire, ingresso ai locali della Stamperia storica, senza dimostrazione di stampa. Al pubblico saranno illustrate alcune specifiche attività condotte dai laboratori tecnici dell’Istituto centrale per la grafica.

Potranno partecipare alla visita non più di  20 persone: si consiglia di presentarsi 15 minuti prima dell’evento, esibendo un documento di identità.

 


 

Prossima apertura con dimostrazione di stampa: sabato 22 Settembre – GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 

 

 

 

 

 

Sede

Roma, Museo e Stamperia storica dell’Istituto centrale per la grafica, via della Stamperia 6

Date

nel periodo 11 luglio – 22 settembre 2018 come da calendario riportato

Orario 

come da calendario riportato

Ingresso libero

Non è possibile accedere all’Istituto con bagagli, zaini e borse di grandi dimensioni. Non sono disponibili armadietti o guardaroba

 

Uno sguardo sulla grafica cinese

 

12 luglio-30 settembre 2018

 

L’Istituto centrale per la grafica ospita una mostra proposta dalla International Academic Printmaking Alliance (IAPA) dell’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino (CAFA, Central Academy of Fine Arts). Sono esposte le opere dei maggiori incisori cinesi contemporanei, insieme a una selezione di giovani artisti. Nelle sale del Museo dell’Istituto sono presentate sessantasette opere grafiche, come testimonianza di un grande fermento culturale che si sviluppa intorno all’incisione, linguaggio privilegiato nel dialogo interculturale. L’altissima qualità dei lavori proposti, ricchi di suggestioni oniriche o profondamente terreni, è affiancata a un grande rigore tecnico, sia nelle scelte più tradizionali, sia nelle sperimentazioni, rivelando in entrambi i casi autonomia estetica e grande capacità espressiva e poetica.

La mostra è a cura di Wang Huaxiang, Direttore della facoltà di grafica dell’Accademia centrale di Pechino, e di Wang Shengwen, Presidente dell’Associazione degli artisti cinesi in Italia.

Il catalogo, edito dall’Accademia Centrale di Pechino, è in cinese, italiano e inglese, con interventi di: Wang Huaxiang, Maria Antonella Fusco, Rita Bernini, Gabriella Bocconi.

 

Zhang Minije, Stage n. 1, litografia

 

Wang Mi, Maze, xilografia

 

Wang Weirong, Under the Riptide Part. 1, acquaforte

 

Cai Yuanhe, The Xinghe Academy, xilografia

 

Tang Chenghua, The Waking of Insects, mezzotinto

 

Wang Huaxiang, The Chaos after Marcel Duchamp, serigrafia

 

Zhou Jirong, Palace, tecnica mista

 

Liu Haichen, Portrait, monotipo

 

Liu Qiguang, Keep, Look, litografia

 

 

Sede

Roma, Museo dell’Istituto centrale per la grafica, via della Stamperia 6

Inaugurazione 

11 luglio 2018, ore 19.00. Palazzo Poli (Fontana di Trevi), via Poli 54

Date

12 luglio-30 settembre 2018

Giorni e orari di apertura

da lunedì a venerdì, 9.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.30); sabato 9.00-14.00

 

Aperture straordinarie al pubblico

5 agosto e 2 settembre (domenica), ore 9.00-14.00

19 e 26 luglio (giovedì), 7 agosto (martedì) e 23 agosto (giovedì), 22 settembre (sabato), ore 9.00-22.00

Ulteriori aperture straordinarie saranno comunicate su queste pagine

Ingresso libero

Non è possibile accedere all’Istituto con bagagli, zaini e borse di grandi dimensioni. Non sono disponibili armadietti o guardaroba

 

Francesco Casorati

9 maggio – 1 luglio 2018

Nell’ambito delle attività del Museo dell’Istituto centrale per la grafica, tese a valorizzare il patrimonio grafico delle collezioni con mostre temporanee, si presenta una selezione di una sessantina di fogli realizzati da Francesco Casorati (1934 – 2013) con tecniche di incisione calcografica dal 1952 al 1995. La retrospettiva, organizzata in occasione della donazione da parte dell’Archivio Casorati di 15 opere grafiche dell’artista torinese, testimonia il nostro compito istituzionale di promuovere e sostenere la grafica del Novecento, esponendo nel museo dell’Istituto opere che possono essere mostrate solo temporaneamente per motivi conservativi.

Per Francesco Casorati la grafica rappresentò un ambito parallelo e mai subalterno rispetto alla pittura. Uno dei più acuti interpreti della sua opera, Luigi Carluccio, notava anzi che le “esperienze dell’incisore a volte hanno sopravanzato o preceduto il lavoro di pittore”. In piena libertà e in dialogo con un contesto internazionale, Casorati esplorò tutte le potenzialità della grafica incisa, dedicandosi a molteplici sperimentazioni sui materiali, sulle modalità di morsura, sul segno e sul colore. Esemplari, in tal senso, le varianti, in sede di stampa, di “Battaglia” (1954) o le due versioni di “Battaglia dei tre cavalieri” (1957). Con la medesima libertà l’artista attraversò il periodo informale, rappresentato in mostra con fogli esposti nella sala personale alla Biennale di Venezia del 1962, e poi la fase vicina alla figurazione impegnata (“La casetta affumicata”, “L’albero e il treno”, entrambe del 1967), nella quale permane il carattere ludico e narrativo che sempre accompagnò il lavoro di Francesco Casorati. Negli anni Settanta si affaccia il tema, radicato nella specularità insita nella grafica a stampa, della gemellarità e della rifrazione dell’immagine, che prendono corpo in favolosi bestiari e vertiginosi labirinti grafici. Sarà la purezza assoluta del segno, la “scrittura” acquafortistica, a dominare l’ultima fase, in cui la sintesi non esclude raffinate e allusive, a tratti inquietanti, soluzioni espressive.

In mostra, precisa il curatore Franco Fanelli, sono sintetizzati “quarant’anni di lavoro in cui l’artista spaziò con estrema libertà su più opzioni. Per le acqueforti e le puntesecche con cui, l’artista esordì tra gli anni Cinquanta e Sessanta, si è non a torto citato il riferimento a Klee. Di certo la compresenza tra poesia e “ragione”, invocata e ricercata da Francesco Casorati, spiega il successivo percorso che si evolve negli anni Settanta verso un’affabulazione non naturalistica, nella quale emerge il magistrale impiego delle partiture “a piatto” e l’uso del segno come vettore scritturale”. La mostra comprende due gipsografie, alcune matrici calcografiche e rarissime prove uniche: un materiale che consente finalmente al visitatore di penetrare nell’affascinante e complesso modus operandi dell’artista.

La dirigente dell’Istituto centrale per la grafica Maria Antonella Fusco afferma che il Museo è in grado di gestire un ritmo di cinque – sei proposte per anno, tutte differenti e qualitativamente importanti. Il metodo seguito mi sembra quello dei cerchi nell’acqua: un allargamento all’infinito della conoscenza sulla grafica, in senso tecnico, cronologico, geografico”.

In catalogo testi di Maria Antonella Fusco e di Franco Fanelli. Completano il volume gli apparati bio-bibliografici e una ricca antologia critica a cura di Cristina Valota.

 

Francesco Casorati (Torino, 1934-2013), figlio di Felice Casorati e Daphne Maugham, anch’essa pittrice, esordisce nei primi anni Cinquanta tra i fondatori della rivista “Orsa minore”, mensile che accolse le sue prime linoleumgrafie. Del 1954 è la prima mostra personale, presso la Galleria del Sole a Milano. Nel 1956 partecipa per la rima volta alla Biennale di Venezia (vi tornerà nel 1962 con incisioni e litografie, presentato da Guido Ballo). Nel 1959 allestisce la sua prima personale a Torino, nella storica Galleria La Bussola. Negli anni Sessanta partecipa alle Biennali dell’incisione di Venezia, Varsavia, Budapest ed Alessandria d’Egitto: qui, nel 1961, ottiene il secondo premio. La sua opera è esposta e sostenuta, tra le altre gallerie, dalla Gian Ferrari di Milano, che nel 1967 cura l’edizione della prima monografia sull’opera grafica; nel ’73 pubblica, nelle edizioni Gian Alvise Salamon, il catalogo completo della sua opera grafica. Tra le numerose personali e antologiche, si ricordano quelle del 1974 al Salon Olivetti di Parigi, del 1982 a Palazzo Robellini di Acqui Terme, del 1985 a Palazzo dei Diamanti a Ferrara, del 1991 al Battistero di San Pietro ad Asti, del 2000 alla Sala Bolaffi di Torino e del 2003 al Palazzo dei Sette a Orvieto. Dal 1998 una sua installazione luminosa fa parte del progetto “Luci d’Artista a Torino”.

All’attività artistica Francesco Casorati affiancò con passione, dal 1960, quella didattica, prima al Liceo Artistico e, dal 1976, alla cattedra di Decorazione all’Accademia Albertina di Torino.

Sede dell’evento  Roma, Museo dell’Istituto, via della Stamperia, 6

Inaugurazione 8 maggio 2018 ore 17,00

Date 9 maggio – 1 luglio 2018

Apertura al pubblico  lunedì – venerdì  ore 9,00 – 19,00 (ultimo ingresso ore 18.30) – sabato ore 9,00 – 14,00

Aperture domenicali 9.00 – 14.00

20 maggio Festa dei musei

3 giugno Prima domenica del mese

1 luglio Prima domenica del mese

Aperture straordinarie al pubblico

Ulteriori aperture straordinarie saranno comunicate su queste pagine

Ingresso libero

Non è possibile accedere all’Istituto con bagagli, zaini e borse di grandi dimensioni. Non sono disponibili armadietti o guardaroba.

Ufficio Comunicazione Roberta Ricci  ic-gr.ufficiostampa@beniculturali.it

 

Stampe

incisioni

“Un dipinto canta o recita, una stampa racconta o discorre, ma un disegno si confessa, sussurra ….sovente con un timbro che sfugge a certe orecchie”

Frits Lugt, Rembrandt, ses èléves, ses imitateurs, ses copistes, Parigi 1933

Tra le maggiori a livello internazionale, la Collezione di stampe dell’Istituto Nazionale per la Grafica è rappresentativa di tutto il panorama incisorio europeo – in prevalenza calcografico, ma anche xilografico e litografico – dal sedicesimo secolo fino ai nostri giorni.
La Collezione delle stampe dell’ING ha origine da tre distinti fondi:
Fondo Corsini (57000 esemplari): comprende le stampe appartenenti alla Biblioteca Corsini (1732), di proprietà dell’Accademia Nazionale dei Lincei, nucleo originario della Collezione dell’Istituto. Si è chiuso nel 1895, con la nascita del Gabinetto disegni e stampe.
Fondo Nazionale (attualmente 54000 esemplari): annovera le stampe acquisite a partire dalla creazione del Gabinetto disegni e stampe. Contrariamente al Fondo Corsini, è in continua espansione.
Collezione della Calcografia (28000 stampe del campionario di vendita e 10000 donate o vendute): a questo gruppo appartengono tutte le stampe di proprietà della Calcografia ora confluite nell’Istituto Nazionale per la Grafica.
La stessa suddivisione è seguita anche dalla Collezione dei Disegni.

Tra le opere più antiche, all’interno di un discreto numero di rari fogli del quindicesimo secolo e dei primi del successivo, soprattutto di ambito veneto e toscano, trova posto la serie anonima di 38 bulini coi Profeti e le Sibille, quella dei 42 Tarocchi, le opere di Robetta, di Mantegna e della sua cerchia, di Giovanni Antonio da Brescia e del Pollaiolo.
Sono rappresentati anche tutti i massimi incisori italiani del Cinquecento: da Marcantonio Raimondi a Ugo da Carpi, da Agostino Veneziano a Marco Dente e Beatricetto, da Bonasone ai mantovani Scultori e Ghisi. Quasi completo è poi il corpus di opere di Dürer, tra le cui innumerevoli incisioni e xilografie si trovano L’Arco di trionfo e il Corteo dell’imperatore Massimiliano.
Tra le opere di incisori europei dell’epoca in Collezione, spiccano i volumi contenenti esemplari dei più celebri esponenti della scuola tedesca, fiamminga e olandese, tra i quali Schongauer, Luca di Leyda, Goltzius, Rembrandt e Van Ostade, nonché alcune centinaia di incisioni d’aprés Rubens. Altrettanto rappresentati i maggiori artisti francesi del Sei e Settecento, da Lorrain a Jacques Callot e i suoi imitatori, da Mellan e Silvestre fino a Watteau, Fragonard e al conte di Caylus. Del più grande incisore spagnolo, Goya, l’Istituto possiede le raccolte dei Capricci e dei Proverbi.
Per i fondi italiani del diciassettesimo e diciottesimo secolo si elencano ancora le centinaia di prove di Stefano della Bella, le acqueforti di Salvator Rosa e del Castiglione, i ritratti di Leoni, le composizioni di Mitelli, dei Tiepolo e le vedute di Visentini e Canaletto.
Un altro dei nuclei più consistenti è quello dedicato all’incisore settecentesco Francesco Bartolozzi che ammonta a oltre mille stampe. Non manca una sezione “romana” che comprende vedute e piante della Città eterna dal Cinquecento all’Ottocento, tra cui esemplari dello Speculum, incisioni di Falda, Specchi, Vasi e Piranesi.
Nel 1838 venne completato dalla Calcografia Camerale l’acquisto del corpus delle matrici di Giovan Battista Piranesi, completo di tutte le stampe rilegate in volumi; tali stampe appartengono a tirature tarde, ma pur sempre precedenti alla numerazione araba che venne incisa poi sulle lastre, e costituisce un evento a sé e di grande importanza per la storia dell’Istituto.
Di particolare interesse storico e didattico sono le stampe che testimoniano i diversi stati di lavorazione delle matrici calcografiche prodotte nel corso dell’Ottocento nella Calcografia, tra le quali spiccano quelle per la realizzazione della Danae di Porretti dal dipinto di Correggio (1874-1879).
Vi sono poi alcuni gruppi di stampe di provenienza omogenea, come quello acquisito nel 1933 dal Gabinetto delle Stampe, comprendente 36 volumi (di cui uno di disegni) appartenuti a Nicola Pio, noto conoscitore e collezionista romano, e il fondo Petrini, raccolta miscellanea di stampe in 13 volumi per lo più di iconografia sacra.
È cospicua la collezione di ex-libris e di araldica in massima parte del diciannovesimo secolo e del primo Novecento.
La maggioranza delle stampe non calcografiche hanno cominciato ad affluire in Collezione tra gli anni trenta e cinquanta del Novecento: le oltre 3400 opere realizzate con le diverse tecniche grafiche, dalla calcografia, alla xilografia alla litografia, rappresentano un vasto panorama di autori italiani. Vi sono nomi come De Carolis (del quale è stato acquisito un ulteriore fondo di 22 stampe nel 2006), Bartolini, Gulino, Cambellotti, Cisari, Viviani, Prencipe (di quest’ultimo sono state acquisite 68 stampe nel 2007 ), Bianchi Barriviera.
Uno tra i più importanti fondi grafica del Novecento per ricchezza, qualità e omogeneità delle opere (635 tra prove di stampe e stampe definitive e 101 disegni, oltre a 713 matrici) è quello donato da Renzo Romero, proprietario dell’omonima stamperia d’arte che operò a Roma tra gli anni sessanta e ottanta del Novecento.
Tale fondo ha permesso un arricchimento della documentazione del passaggio degli artisti romani astratti al neoinformale e alla transavanguardia: Afro, Capogrossi, Accardi, Scialoja, Melotti, Corpora, Dorazio, Mastroianni, Turcato, Perilli, Vedova, e altri; gli stessi artisti in parte ricorrono nel bel gruppo di 46 stampe tra calcografie, litografie e serigrafie, donate nel 1995 da Francesco Flores D’Arcais. La donazione nel 1995 da parte di Lorenzo Zichichi ha determinato il primo ingresso in Istituto di opere in grande formato realizzate direttamente con lastre molto ampie. La donazione di di Gian Tomaso Liverani (1997-1999) comprende la bella collana di perle di libri d’autore di artisti come Kounellis e Chia. Nelle collezioni sono presenti anche opere della galleria La Tartaruga e delle stamperie Bulla e 2RC di Roma, Upiglio di Milano, Squadro di Bologna, Masoero di Torino.