Decorazioni
a grottesche per volte
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I disegni di
questa sezione, che costituiscono il nucleo più numeroso e
significativo di tutto il volume, consentono di ricostruire lo sviluppo
della decorazione a Roma dalla metà del Cinquecento fino alla
fine del secolo. Questa tipologia, caratterizzata dai motivi della
‘grottesca’ ed ispirata alle pitture antiche della Domus Aurea, la
dimora di Nerone riscoperta alla fine del XV secolo, fu rielaborata
nella bottega di Raffaello – in particolare dai suoi allievi Giovanni
da Udine e Perin del Vaga – e riproposta a Roma nelle decorazioni
delle Logge Vaticane, di villa Madama e dei più tardi cantieri
di Castel Sant’Angelo e della villa Farnese a Caprarola. |
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| Federico
Zuccari (Sant’Angelo in Vado 1540/1541 – Ancona 1609) Studi di facciata interna di cappella Traccia di matita, penna, inchiostro bruno su carta bianca, mm. 374×350 |
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| Marco
Marchetti?
(Faenza 1526 ca. – 1588) Grottesche Acquerelli policromi su carta bianca, controfondati, mm. 228×82 ca. ciascuno |
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| Marco
Marchetti?
(Faenza 1526 ca. – 1588) Grottesche Acquerelli policromi su carta bianca, controfondati, mm. 228×82 ca. ciascuno |
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| Livio
Agresti (Forlì 1510 ca. – Roma 1579), attr. Progetto decorativo di soffitto con le armi del cardinal d’Este Penna, inchiostro bruno, acquerello azzurro su carta bianca, sanguigna (verso), mm. 344×236 |
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| Luzio
Luzzi (Todi 1510? – Roma, post novembre 1575) Studio per la decorazione di una loggia Traccia di matita e acquerello azzurro su carta bianca, mm. 180×330 |
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